Comitato nazionale per la scoperta dell'”acqua calda”

Ho letto Tito Boeri (Repubblica, oggi). Scopre l’acqua calda: «Bisogna tassare di più i ricchi e meno chi lavora a bassi salari». Una scelta rivoluzionaria. «Le disuguaglianze dei redditi in Italia sono aumentate soprattutto ai piani più alti». Il popolo dei Gini è stato penalizzato, in questi anni. Scrive Boeri: «Il Regno Unito porterà nel 2010 l’aliquota più alta sui redditi dal 40 al 50 per cento, mentre gli Stati Uniti, su cui grava il debito futuro, legato alla riforma sanitaria di Obama, non potranno che seguire a ruota passando dal 35 al 50 per cento nel giro di pochi anni». Per l’Italia? A Tremonti la progressività piace poco. Già. Boeri propone: «Teniamo pure l’Irpef al 45 per cento, ma aumentiamo la tassazione dei redditi non da lavoro, portandola almeno al livello dell’aliquota Irpef più bassa, vale a dire al 23 per cento». Dove l’ho già sentita, questa proposta? «Almeno un terzo dei redditi dichiarati dallo 0,01 per cento più ricco proviene da redditi di capitale». Già. La famosa ‘rendita’. Quindi? daniele,milano il più ostico commentatore, mi scrive: «la nostra classe dirigente bisognerebbe mandarla, se non in Siberia, almeno in Trentino». Propongo, allora, che il popolo dei Gini si organizzi e fondi il Comitato nazionale per la scoperta dell'”acqua calda”. Alle proposte di Boeri, aggiungerei: l’Ici ritorni ai livelli stabiliti da Prodi (prima della demagogia berlusconiana). Si dia la possibilità ai Comuni di partecipare all’Irpef direttamente, coinvolgendoli nella lotta all’evasione (un’idea di Tremonti, di qualche anno fa, abbandonata perché funzionava). Si semplifichi drasticamente, come sostiene, tra gli altri, Ernesto Ruffini, il sistema fiscale, riducendo le incombenze burocratiche e informando i cittadini sulla destinazione delle loro contribuzioni. Eccole, le riforme e, come direbbe Lorenzo, «l’amore che detta ogni legge». Tutto il resto si riduce al processo Mills e ‘derivati’. Appunto.

ma perché non riusciamo mai a dire che le tasse vanno abbassate e invece proponiamo di rimettere quelle che gli altri hanno tolto?
ma ci piace proprio essere il terzo partito del nord italia?

@ Marco 63

Per tua info

Non ho ereditato alcuna casa né la erediterò mai. Vivo in affitto perché una casa proprio non me la posso permettere. I mutui per acquisto prima casa (peraltro fiscalmente agevolati, differentemente dagli affitti prima casa) riguardano il 15% degli italiani. Il 5% circa occupa appartamenti a titolo diverso da affitto o proprietà (in genere usufrutto gratuito), il 5% circa abita appartamenti a canone agevolato (Aler in genere), il 65% è proprietario punto e basta (e in buona parte per eredità). In  affitto a prezzi di mercato ci sta il 10% della popolazione, di solito nei grandi centri, di solito a cifre piuttosto impegnative, di solito così impegnative che precludono la possibilità di accumulare un patrimonio che faccia da base per accendere un mutuo.

Se poi – come il sottoscritto – sei a partita iva (o copro) con contratti se va bene di un anno, è pure difficile che te lo concedano, un mutuo. E nel caso, si solito, a condizioni meno vantaggiose che se hai un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

In tutto questo, mi spieghi com’è che ritieni equo che io paghi la stessa identica aliquota di chi, col mio stesso reddito, è proprietario (magari pure avendola ereditata una casa)?

daniele,milano

dalla Voce .info

Redistribuire: sì, ma come?
di Tito Boeri e Massimo Bordignon 20.12.2004

si parla di disuguaglianze e di indice di Gini
di sistema fiscale
di tasse sulle rendite finanziarie e immobiliari

forse che l’acqua calda è stata scoperta nel 2004?

o è meglio dire che la politica è sorda? 

e se vado indietro a vedere mi sa che troviamo anche qualcosa di più vecchio.

Che cazzo com’è strana la vita nel 2009 era un mito per tutti i blogger di Ciwati ora è uno da siberia.

Noi teniamoci  l’on. Alessia Mosca quella per intenderci della detassazione degli straordinari.
     
       Yellow

dalla Voce .info

Redistribuire: sì, ma come?
di Tito Boeri e Massimo Bordignon 20.12.2004

si parla di disuguaglianze e di indice di Gini
di sistema fiscale
di tasse sulle rendite finanziarie e immobiliari

forse che l’acqua calda è stata scoperta nel 2004?

o è meglio dire che la politica è sorda? 

e se vado indietro a vedere mi sa che troviamo anche qualcosa di più vecchio.

Che cazzo com’è strana la vita nel 2009 era un mito per tutti i blogger di Ciwati ora è uno da siberia.

Noi teniamoci  l’on. Alessia Mosca quella per intenderci della detassazione degli straordinari.
     
       Yellow

dalla Voce .info

Redistribuire: sì, ma come?
di Tito Boeri e Massimo Bordignon 20.12.2004

si parla di disuguaglianze e di indice di Gini
di sistema fiscale
di tasse sulle rendite finanziarie e immobiliari

forse che l’acqua calda è stata scoperta nel 2004?

o è meglio dire che la politica è sorda? 

e se vado indietro a vedere mi sa che troviamo anche qualcosa di più vecchio.

Che cazzo com’è strana la vita nel 2009 era un mito per tutti i blogger di Ciwati ora è uno da siberia.

Noi teniamoci  l’on. Alessia Mosca quella per intenderci della detassazione degli straordinari.
     
       Yellow

Boeri è il babbo del pensiero chic dai tempi del governo Prodi, chic, senza nemmeno il radical…
Mai trovasto una idea sua e del suo giro che non fosse, appunto, acqua calda contrabbandata per altro, inutile.
Insisti e insisti nello stender tappeti banali, prima o poi un posticino da parlamentare lo troveranno anche x lui.
Michele

Bene, il 2010 ci consegna una sentenza di cialtroneria persino a Boeri.
Uno che sostiene questi argomenti da sempre e che ha proposto una riscrittura del contratto collettivo di lavoro elogiata da tutto il centrosinistra. 
Alla befana fatevi un regalo.
Iscrivetevi al comitato dell’acqua calda
in fretta però prima che si privatizzi altrimenti la tessera costerà cara.

Yellow

@#10 daniele
"Ma è altrettanto evidente che a parità di reddito – 10 o 100 che sia, ma soprattutto 10 – senza ponderazione dei patrimoni c’è una completa disuguaglianza tra chi paga le tasse, poniamo, essendo proprietario di casa e chi invece non lo è e alle tasse deve aggiungere l’affitto."
Eh sì certo. Chi ha fatto sacrifici con tanto di mutuo ed ha pagato le tasse sui materiali di costruzione e magari ha anche lavorato il sabato e la domenica per farsi la casa, deve anche pagare più tasse, come se non avesse già pagato!
Scommetto che abiti in afffitto o hai ereditatp lòa casa, non è vero?

Ciao Pippo,

ho pensato la stessa cosa, leggendo l’articolo di Boeri!

Ci vediamo presto.

Emanuele

Che ci piaccia o non ci piaccia, che porti voti o no ( come più probabile ), l’assai iniqua distribuzione del reddito nel paese e la concentrazione della ricchezza in sempre meno fasce della popolazione obbliga a prendere in considerazione l’idea di una imposta patrimoniale.
Come realizzarla, non sono un esperto e non lo so.
Però bisogna infrangere il tabù e parlarne, volendo essere onesti con il paese.
Marco63

 @ #3 Giorgio

E’ un punto molto importante quello della tassazione dei patrimoni.

Non lo cotrapporrei tuot cout alla tassazione sui redditi, ovviamente. perché se uno guadagna 10 e l’altro 100 è chiaro (e anche costituzionalmente sancito) che il secondo sia gravato di un’aliquota maggiore. Tanto più laddove ci sono redditi da attività finanziare a) che sono per il 90% detenuti dal 7% dei contribuenti (così si legge nell’articolo di Boeri di oggi) e b) tassati con un’aliquota largamente inferiore alla media europea (12,5%).

Ma è altrettanto evidente che a parità di reddito – 10 o 100 che sia, ma soprattutto 10 – senza ponderazione dei patrimoni c’è una completa disuguaglianza tra chi paga le tasse, poniamo, essendo proprietario di casa e chi invece non lo è e alle tasse deve aggiungere l’affitto.

Attenzione anche alla questione generazionale. Certo che c’è, ma è largamente frutto delle cosiddette "riforme" del mercato del lavoro, cioè parte di un più ampio conflitto nella redistribuzione della ricchezza tra lavoro e capitale, molto più che tra generazioni.

daniele,milano

P.S.: comunque, per la precisione, io proponevo la Siberia per Boeri, non per l’intera classe dirigente italiana. Non esiste che chi ha per anni sostenuto una cosa (e criticato chi sosteneva l’opposto, nella fattispecie il PRC) possa impunemente cambiare orientamento di 180° facendo finta di niente.

"informando i cittadini sulla destinazione delle loro contribuzioni"
un esempio dal Regno Unito:
http://www.wheredoesmymoneygo.org/prototype/

per una reale trasparenza i dati dovrebbero essere molto più dettagliati, però: questo prototipo dà solo una vaga idea della distribuzione della spesa pubblica. meglio di niente, ma ben lontano da quello che sarebbe necessario per offrire ai cittadini un resoconto dettagliato.

ar

il 27 del mese di dicembre hoaperto ilmio cedolino. ho latto il rigo NETTO e poi il LORDO…mi veniva da paingere. più del 50% in tasse! più del 50% per cento! certo, dicembre è il mese dei conguagli, ma unfurto legalizzato!!
Silvia

La classe dirigente italiana TUTTA in Siberia ?
Appoggio incondizionatamente la proposta del mio concittadino Daniele.
Con una implementazione.
Di mandarla a Norilsk, posto inquinatissimo e dove d’inverno si va come niente a -30°. E d’estate è pieno di zanzare e moscerini.
Marco63

Ok, inviatemi la tessera. Che almeno sarò sicuro che quello che dico è quello che la tessera farà. Perchè ultimamente, che alla tessera corrispondessero le idee, non è capitato poi così spesso….

Matteo -Prato-

Caro Pippo,
la tassazione delle rendite finanziarie si possono fare ma 1) otterrebbe una bassa riscossione 2) non colpirebbero i grandi patrimoni ( che come è noto hanno residenza fiscale ‘estera’ – anche al netto dello scudo fiscale tremontiano !).

Quindi, se si vuole fare delle proposte serie…..  si dovrebbe pensare a ‘tassare ‘ lo ‘stock’ ( ovvero il patrimonio, come in Francia, per intenderci ) e non ‘ il flusso’ ( come i ‘capital gains’ e/o i redditi da lavoro ). Questa si’ che sarebbe una rivoluzione.

E poi insisto su un punto: come il report dell’OECD growing unequal 2009 dimostra, e’ la mancnza di mobilità inter-generazionale che ha portato all’aumento dell’indice di Gini nel corso degli ultimi 20 anni in Italia. In questo senso si dovrebbero immaginare politiche fiscali che ‘trasferiscano’ nel tempo – in maniera graduale – la ricchezza accumulata da una parte delle ‘vecchie’ generazioni verso le giovani generazioni. ( si pensi ad esempio nella detassazioni ai contributi pensionistici di secondo livello ). Per non parlare di Riforme strutturali sul mercato dell lavoro, le università e del welfare in generale.

certo, servirebbe una classe dirigente ‘giovane’ che avesse a cuore la loro base elettorale. Quando la trovi, fammi un fischio!! ;D

Buona giornata,
giorgio