Archivio mensile Archivio: settembre 2009

Sveglia!

Leggere qui e fare qualcosa, prima che sia troppo tardi.

Hic sunt peones

Una sfida culturale.

L’ombra di quel che eravamo

No, non sto parlando di Congresso del Pd… è il titolo dell’ultimo romanzo di Luis Sepúlveda. Vale la deviazione in libreria. L’Ombra, per dirla tutta, è un personaggio fantastico.

Prima di cena

Pare che vinca Merkel, con qualche problemino di coalizione, però.

L’alternativa di Marco

Congresso dei Circoli Aporti e Cittanova a Cremona. Buona la partecipazione: ci sono anche Gian Carlo Corada e Deo Fogliazza (quest’ultimo con la sigla inedita degli “Ulivisti per Bersani”). Ottimo intervento di Gigi Rotelli, mi dicono, perché io arrivo tardi, a causa di una catena di incidenti che bloccano il traffico sull’A1 (tre, come le mozioni). Marco Pezzoni prende la parola dopo la strategica pausa-panino e tira fuori un bel documento contro il nucleare, contro il «neo-centralismo» che impone dall’alto la costruzione delle nuove centrali. Una battaglia da condurre in ragione di «motivi ambientali, di sicurezza e di salute», ma soprattutto «per motivi economici e sociali, in quanto ogni nuova centrale costerà una volta e mezzo il ponte di Messina, sottrarrà risorse finanziarie ai distretti industriali e alla rete delle imprese, creando pochi nuovi posti di lavoro». Pezzoni ha centrato l’argomento: il nucleare è per pochi, l’efficienza energetica e le rinnovabili per tutti. Non so se l’ordine del giorno sia stato votato dall’assemblea, ma è proprio per questo che alcuni di noi si battono contro la svolta (?!) nucleare. E non solo perché Cremona è molto vicina a Caorso, per capirci.

La giornata di Armando

Congresso del Circolo 3 a Monza. Armando interviene per raccontare la sua giornata di pensionato. Va a comprare il giornale e quasi quasi si mena per un commento su B. Va dal parrucchiere (meridionale, fa notare lui, antico monzese), che ce l’ha con gli stranieri. Al pomeriggio, va a fare la spesa, sente parlare tra loro le cassiere, una dice all’altra: «sono tre ore che devo andare in bagno». Armando, solidale, interviene, dicendole di andare e che è una vergogna non avere il permesso di fare la pipì. La cassiera ringrazia, ma aggiunge: «se penso a tutti quegli statali che non fanno niente dalla mattina alla sera». Armando, con la sua giornata-tipo, ci richiama al vero senso del Congresso del Pd. Quello di andare a discutere con le persone, cercando di interpretare questi luoghi comuni e, dove è necessario, di rovesciarli. Perché noi non dobbiamo misurarci con Bersani o Franceschini o Marino. Dobbiamo misurarci con gli elettori. Giusto. Iniziamo il 25 ottobre, con le nostre primarie. E poi dedichiamoci a loro (di noi abbiamo parlato fin troppo).

CivaCalendar: a casa di B


Domani il Congresso a Arcore. Lunedì a Milano, al Congresso del Circolo Pd dell’Ortica (presso la sala delle Acli in via Conte Rosso, 5). Gli altri appuntamenti qui.


Non commentiamo, no

Andrea si esime: lo sguardo di Obama è sufficiente.

La corsa è ancora lunga

Abbiamo sempre contato più sui contenuti che sui numeri, però fa piacere registrare alcuni risultati, come questo e questo, dove siamo stati, tempo fa, con la Carovana del Pd. Nel mio circolo si è appena votato, e la terza mozione (presentata dal mitico Marco) ha superato il 50% (qualcuno malignava…). Fa piacere, anche se la corsa è ancora lunga.

A me piace

Piace ad Andrea e piace anche a me.