La banda dell’Ortica

Qui il video del dibattito di lunedì al Congresso del Circolo Pd Gobba e Ortica.

Il risultato? Direi che è andata bene, sono sopravvissuto: Marino 48, Bersani 36, Franceschini 19. Quiquiqui e ancora qui un po’ di commenti.

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utente anonimo scrive:

la signora in copertina è carina. Per chi vota?

utente anonimo scrive:

Caro Giuseppe,

potresti postare il testo scritto dell’intervento?

Potrebbe essere utile a tanti, oltre che un documento storico del

Ciwati – D’Alema: 4-3

Grazie e un forte in bocca al lupo,

Giuseppe

utente anonimo scrive:

sentire dal profondo del cuore?!

abbiamo ritrovato la Liala di sinistra, speriamo di perderla velocemente.

utente anonimo scrive:

#18

Non tutte erano facce tristi, la maggior parte erano facce tese.

Molti degli “inquadrati” sono … sottomarini.

Spero arrivi presto il filmato completo dell’intervento di Pippo. Mi ha emozionato tantissimo! Al primo applauso (dopo alcuni minuti del suo intervento, appena ha preso un attimo di respiro… a proposito Pippo ma che hai al posto dei polmoni?) si è capito che potevamo farcela!!!

Grande Pippo-Luke!

Paolo A.

utente anonimo scrive:

bravo.

Il prossimo segretario devi essere tu…

Guarda che ti aspetto!

Roberto C.

utente anonimo scrive:

Amazza che facce tristi quelli del circolo

utente anonimo scrive:

d’alema è incredibile!

“io penso che bersani sia la persona più adatta a parlare ai produttori del paese, per tornare a parlare al nord e ai ceti produttivi”.

ma se con la visco-bersani hanno massacrato di tasse e burocrazia tutte le partite iva e tutti gli artigiani! ma se per la p.a. si è alleato con il sindacato più conservatore, quello che difende dal licenziamento per giusta causa anche il lavoratore che ha preso la malattia e l’hanno pescato al mare!

che faccia di bronzo!

civati scrive:

Il mitico Marco credo sia un altro (altrettanto mitico). Per i filmati completi, attendete ancora qualche minuto… ;)

moniflor scrive:

Siamo davvero una piccola miserevole banda… ma per quanto mi riguarda sono felice di farne parte ;-)

utente anonimo scrive:

gRande civati, peccato che il pd meno elle abbia poco di democratico ache grazie al fatto che c’è uno come baffetto e non

marino

Luca T.

utente anonimo scrive:

COMPLIMENTI !!!!!!!!

Alla fine quando uno è bravo si vede !!

Paolo

utente anonimo scrive:

Complimenti Civa! Non e’ che su YouTube ci sono i filmati completi? E magari anche qualche intervento come quello del mitico marco l. A proposito, una domanda: sei il ‘mitico’ marco di cui Civa cita spesso il blog?

Avete qualche antipasto su come fare la campagna delle primarie?

fabrizioC

utente anonimo scrive:

@ #6

ti abbraccio idealmente. bravo!

utente anonimo scrive:

scusate non ho postato la fine del discorso.

Questo è il partito che ti fa partecipare alla costruzione delle idee. Gaber cantava

“ La libertà è partecipazione” a partire dalle primarie perché tornare a decidere solo tra iscritti è solo funzionale a chi detiene il potere e lo esercita con il controllo delle tessere, tutto già visto, per paura dell’elettore a cui per altro poi vado a chiedere il voto. Questa politica costa fatica, ma ti aiuta a mantenere il contatto con la realtà delle persone oltre che a dover rendere conto ogni santo giorno di quello che fai, di quello che proponi. ti costringe in qualche modo ad essere d’esempio. Dobbiamo essere autonomi e sentire dal profondo del cuore chi possa realmente darci quella politica che da anni invochiamo inascoltati. Dipende solo da noi non recitare il copione che ci hanno preparato come le altre volte e contribuire a costruire e riappropriarci del nostro futuro. Un partito che si dice riformista è credibile solo se parte da se stesso, se cambia la sua classe dirigente non a parole ma nei fatti. Solo così la nostra prossima vittoria non si tramuterà nella solita sconfitta..

Viviamo questo il PD e cambiamo l’Italia!

marco l.

utente anonimo scrive:

@#6:

BRAVOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ti nomino “Serracchione” onorario!!!

Silbi

p.s. nel senso di Serracchiani della prima ora, quella che le cantò chiare a Franceschini…

utente anonimo scrive:

Chissà se D’Alema, guardando i “militanti” che aveva di fronte ha avuto la stessa sensazione che ho avuto io e cioè di trovarsi in un centro di aggregazione per anziani piuttosto che in un congresso di partito. Cavoli ho pensato, per fortuna che gli altri due geriatri erano due baldi giovanotti, altrimenti che sinfonia da balera! Con tutto il rispetto per quelli che hanno i capelli bianchi, (compresa me che li tingo) e per la loro storia politica che ha reso e rende tuttora un fondamentale servizio al partito e ha contribuito a rendere moderno e democratico il nostro paese, credo che Lui e molti Altri dovrebbero fare un atto di umiltà e una seria riflessione e analisi del perchè i giovani SONO ASSENTI nel nostro partito. E capire, guardando il video e soprattutto l’esito della votazione in quel circolo, che nella vita, a seconda dell’età, è giusto ricoprire ruoli diversi, precisando che della loro esperienza e delle loro competenze nessuno ha intenzione di volersi privare. Fare politica non vuole dire necessariamente stare in Parlamento o nei salotti della Tv. Riproporsi continuamente, ogni volta presentandosi come il nuovo che avanza, senza mai avere il coraggio di dire che se non c’è un’opposizione forte e coesa, magari i nostri vecchi ma sempre attuali dirigenti qualche responsabilità ce l’hanno, non aiuta certo a costruire qualcosa di nuovo, ma a perdere quel poco di entusiasmo che ancora suscita il pd. Traducete ai non milanesi che per “suca e melun, la sua stagiun”.

Lucrezia

utente anonimo scrive:

questo il mio intervento davanti a D’Alema. ( è un po lungo ma avevo molti rospi)

Buona sera a tutti parlerò della distanza tra le parole e i fatti.

È per me un onore prendere la parola per la prima volta all’interno di un circolo e avere la fortuna di rivolgere le mie parole contemporaneamente a colui che rappresenta gli ultimi 20 anni della nostra storia e a colui che spero contribuirà a rappresentare i prossimi vent’anni Se oggi sono qui, a battermi per il mio futuro e per quello di mio figlio, lo devo alla lettura del libro di Civati “Nostalgia del futuro”, un libro che consiglio tutti gli iscritti di leggere, prima di votare alle primarie di ottobre . Li c’è descritto in maniera semplice e chiara, come il PD dovrebbe essere, quale politica, quale metodo, quali pratiche dovremmo avere il coraggio di affermare. Partiamo dalle fondamenta, e incominciamo con una citazione delle parole di Vittorio Foa , per capire a cosa mi riferisco: “La parola esempio è la più importante “ e “Non si possono insegnare i valori politici è necessario viverli”. Oggi più che mai la parola “esempio” ha assunto un valore imprescindibile, per tutto quello a cui siamo costretti ad assistere. Se voglio insegnare il rispetto, la tolleranza, l’integrazione, l’uguaglianza, e non le vivo ogni giorno per essere da esempio a mio figlio rimarranno parole vuote prive di contenuto. Quindi per prima cosa io vorrei che chi mi rappresenta mi sia di esempio morale, etico, politico. E oggi non abbiamo molti esempi di cui andare fieri. Non di un politico che passa pizzini al suo avversario per danneggiare un suo alleato. Non di una senatrice che si accorda con la maggioranza per una commissione d’inchiesta purché lo si faccia dopo il congresso, mentre a microfoni accesi si dice il contrario, non di molte amministrazioni, che una volta erano il nostro orgoglio. Non di come la dirigenza degli ultimi 15 anni ha gestito il partito, e di come quelle che vengono chiamate vittorie elettorali, siano state invece le vostre più grandi sconfitte, aihmé mai capite ed elaborate. Dunque se vogliamo solo lontanamente pensare di dare a questo paese una alternativa politica è dall’esempio che dobbiamo ripartire. Vediamo quali valori ci propongono le tre mozioni e vediamo chi potrebbe metterli in pratica. Parliamo di meritocrazia. Tutti la invocano ma nessuno l’ha mai vissuta. La cultura del merito, in quale ambito della vita italiana viene praticato? A scuola, nelle università, nel mondo del lavoro, nel mondo della ricerca, nella vita politica, nell’amministrazione pubblica? Non credo ci sia qualcuno che pensi che in questi mondi si applichi la cultura del merito. E noi sappiamo il motivo, c’e lo dice Foa, perché nessuno lo ha mai vissuto in prima persona non sa cosa sia, conosce il significato letterale della parola meritocrazia, ma non sa come ottenerla perché non è abituato a metterla in pratica, ne può solo parlare. Ignazio Marino si, ha vissuto per diciotto’anni in america immerso nella cultura del merito. E’ cresciuto professionalmente in una società che premia il merito. Perché in una società super competitiva devi scegliere i collaboratori migliori e assumertene la responsabilità se vuoi essere migliore del tuo concorrente, non assumi i raccomandati. Che Marino abbia deciso di affrontare questa avventura che tutti gli sconsigliavano, di tentare di battere Golia del quale era pure amico e ne conosceva la forza e la potenza, e abbia deciso di affrontarla con un gruppo di ragazzi / uomini perché anche l’anagrafe ormai in questo paese è difficile da definire, è per me un segno tangibile di cultura del merito. Mentre le logiche che hanno portato alla formazione delle altre due mozioni sappiamo tutti che sono figlie di logiche di potere e di interessi visto che erano già definite prima ancora di conoscere i contenuti. Marino in prima persona e il suo gruppo hanno tutto da perdere in questa avventura. C’è chi ha scritto sul più autorevole giornale d’opposizione che non vi era spazio per una terza candidatura, ed infatti per La Repubblica non è mai esistita la terza mozione. Una censura totale per il giornale che fa della libertà di informazione una battaglia mondiale, e che si comporta con noi come il giornale della famiglia del premier o il tg1 di Minzolini. Censura, anche questo ci è toccato vedere in questa campagna congressuale. È stato terribile per me scoprire che anche la sinistra censura all’occorrenza le notizie. Ovviamente nel silenzio del pd perché se una censura ti fa comodo mica la denunci. Questi sono gli esempi che ogni giorno ci vengono offerti. Mentre altri che ci parlano di merito e pensano al bene della ditta parlano di candidare Bassolino a sindaco di Napoli perché è una risorsa. E dopo una scelta del genere, come possiamo noi, qui in terra leghista, andare a chiedere i voti senza che ci ridano in faccia? Scusate ma non siamo stufi di essere derisi dalle persone a cui si va a chiedere il voto? Ecco la distanza tra le parole e le pratiche a cui siamo abituati.

Io non voglio più questo, voglio qualcuno che faccia ciò che dice, e non dica ciò che sa che non può fare.

Questo noi dovremmo pretenderlo per la nostra dignità.. E’ il motivo per cui non appoggio la mozione Franceschini, Ma se come dice Franceschini devo giudicare Berlusconi per la distanza tra quello che dice è quello che fa allo stesso modo giudico Lui che per tre mesi ha ripetuto fino allo sfinimento che non si sarebbe candidato, che non cercava una carriera personale, e invece finite le elezioni lo guardo su youtube e le mie orecchie ascoltano “sono l’uomo nuovo non dobbiamo consegnare il partito a chi c’era prima di me”. Ma scusate questo è un’ affronto alla mia intelligenza. Ormai si gioca con le parole e poi ci lamentiamo se nessuno ci crede più, se siamo uguali agli altri. Berlusconi mi da del coglione e Marini dell’idiota perché vorrei il nuovo, tanto per rimanere agli esempi. Io sono stufo di questa politica

E mi domando ancora chi mi possa far sperare che le leggi sui diritti civili le voglia veramente fare e non le svenda per logiche di potere, per interessi personali come è accaduto per il conflitto di interessi. Io non vorrei che la storia già scritta di un alleanza con lUDC ci portasse a rinunciare oltre che alla legge sul conflitto d’interessi anche ai diritti. E magari ci rifileranno pure il nucleare tanto per non farci mancare niente! Perché il PD non si fa mancare niente per mortificarsi.

Nella mozione Bersani leggo “i democratici hanno formulato proposte di legge largamente condivise su convivenze, sul testamento biologico, e sulla libertà religiosa, che vanno rilanciate senza tentennamenti in parlamento e nel paese”

I DICO sarebbero una buona proposta di legge sulle convivenze? Il testamento Biologico è quello di Marino o è quello della posizione prevalente? Lo schieramento della mozione non consente di essere più chiari. Oppure nella mozione Franceschini si invoca sempre una sintesi che non arriva mai tra la Binetti e la Serracchiani. E la sintesi nella mozione non c’è, che cosa voto, su cosa voto, devo dare un puro voto di fiducia, sulla capacità che la sintesi la troveranno? Perché noi iscritti la sintesi l’abbiamo già. Sono terrorizzato al solo pensiero di cacciare nuovamente il pd su questa strada, nella vita ci sono dei limiti e il mio è arrivato.

Io penso che noi tutti meritiamo di più, io voglio un politico che non abbia vergogna di dire diritti civili uguali per tutti, etero, omosessuali, mussulmani, neri, per tutti senza distinzioni questa è la forza della terza mozione. Questa chiarezza è il frutto della libertà di poter gridare con forza le proprie idee non solo sui diritti senza temere che il giorno dopo si debba leggere il contro canto di un altro esponente che fa l’opposizione interna. Perché il pd è anche questo. Per non parlare della vicenda del cuneo fiscale che quando sei all’opposizione serve ai lavoratori e quando arrivi al governo serve alle imprese. Le parole e i fatti. E vi voglio lasciare con un aneddoto che forse vi può far capire come già esista un’altra politica. Lunedì scorso quando ci siamo riuniti per decidere l’organizzazione di questa serata abbiamo saputo dell’arrivo di Massimo Dalema per la presentazione della mozione Bersani. Ebbene quando la mozione Marino si è riunita mi è stato detto che forse sarebbe venuto Giuseppe Civati. Io ultimo degli iscritti con il mio cellulare mando una mail alle 23,15 al consigliere Civati per chiedergli se confermasse la sua possibile presenza. Ebbene mezz’ora dopo il mio invio ricevo sul mio cellulare la mail di risposta. Si. Un’altra politica già esiste dobbiamo solo saperla vedere e premiarla perché questo è un esempio di rispetto dell’ultimo iscritto che neanche conosci che ti invia una mail e per rispetto rispondi.Una politica che ogni giorno su internet si confronta con chiunque, dove puoi leggere il lavoro che uno svolge e che puoi giudicare se il lavoro che sta facendo, sia nel suo o nel nostro interesse. Questa è trasparenza, questa è volontà di confronto, un politico che ogni giorno legge e risponde a chi lo detesta e a chi lo apprezza. Che mette in rete un documento che parla dell’organizzazione dei circoli l’unico elaborato finora e che ti chiede di partecipare alla sua stesura, di inviare critiche e suggerimenti.

Questo è il partito che ti fa partecipare alla costruzione delle idee. Gaber cantava

“ La libertà è partecipazione” a partire dalle primarie perché tornare a decidere solo tra iscritti è solo funzionale a chi detiene il potere e lo esercita con il controllo delle tessere, tutto già visto, per paura dell’elettore a cui per altro poi vado a chiedere il voto. Questa politica costa fatica, ma ti aiuta a mantenere il…

utente anonimo scrive:

Sei finito, comincia a pensare a cosa farai dopo, aver battuto baffeto è una soddisfazione da raccontare anche ai nipoti, ma nel partito sei finito. Che soddisfazione però!!!!!

simo

utente anonimo scrive:

Grande!!

nico

utente anonimo scrive:

Ciwa, tutto perfetto, ma mi inizio a domandare se alla fine dei conti non finiremo per favorire proprio la vittoria di baffetto.

Marco

utente anonimo scrive:

Ottima colonna sonora soprattutto la tempistica iniziale

Hyde

utente anonimo scrive:

Ma scherzi?! D’Alema ha presentato la mozione in un circolo ed è arrivato secondo??? Avrai vita breve Civati…