Una piena coerenza con la “strategia del Lingotto”

Pietro Ichino vota la terza mozione (e per il suo candidato, anche se non è un politico di professione): «Ho trovato, viceversa, una piena coerenza con la “strategia del Lingotto”, e anche molte consonanze con le mie idee e proposte, sia sul versante della riforma del diritto del lavoro, sia su quello della riforma delle amministrazioni pubbliche, nella mozione Marino e nelle prese di posizione dei suoi principali sostenitori».

Vogliamo dire ai giovani precari che la scelta è tra stare con Biagi, Sacconi, Ichino, Maroni e Calearo oppure stare con le BR? Aiuto!

El Pibe

che tristezza però sentire gente che parla come berlusconi. ma qual’è la sinistra che fiancheggia le BR? (mi riferisco a Manlio #29). Come l’ipotetica opposizione che inneggia a -6, ma dove, ma quando, smettiamola per piacere e parliamo di cose serie. Che la “lotta di classe” o come diavolo la vogliamo “democraticamente” chiamare esista ancora non se n’è accorto nessuno tranne i padroni, o come li vogliamo “democraticamente” chiamare, che infatti la stanno stravincendo. se poi pensiamo che le proposte di Ichino siano quelle che salveranno i 1200 lavoratori che muoiono ogni anno o ridurranno le diseguaglianze, credo che siamo sulla strada sbagliata. tanto vale ammettere che di salvare quelle 1200 persone e di rendere più uguale e più giusto il mondo, a noi “democratici”, non importa più un fico secco e tali scemenze le lasciamo a “quelli che fiancheggiano le BR”. Avanti così.

Jan

@lichene

Chiedo scusa, avevo detto io che Bonino era per Marino e poi non avevo più seguito i commenti a questo post.

Cmq… basta guardare alcune dichiarazioni, basta cercare un attimo in internet:

http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=29291

http://www.emmabonino.it/news/7746

Inoltre non è un segreto che molti radicali, in primis Mina Welby, sostengano attivamente Marino.

Marino è il pd che vogliamo, un pd maggioritario, forte e aperto a tutte le forze progressiste, riformatrici, civili e democratiche di questo paese.

Mmv

da quando un avvocato non può avere idee politiche diverse dalla legge che chiede che venga applicata a favore del suo cliente?

con lo stesso ragionamento un architetto che fa una variante per alzare i sottotetti a milano non può votare pd, e neppure un poliziotto che arresta un immigrato senza permesso di soggiorno.

“per chi dice che ichino non ha mai lavorato, comunico che ichino fa l’avvocato specializzato in diritto del lavoro”.

Ma no, ma davvero?! Non lo sapevo…

Pensate che credevo si fosse fatto le ossa, lo studio e anche la carriera come consulente di uno di quei sindacati che oggi accusa di difendere i “nullafacenti”, elegantemente sputando nel piatto dove per parecchio tempo ha mangiato.

Prima di scrivere, documentarsi e chiedersi se, magari, il vostro interlocutore conosce la storia personale di Ichino da più tempo di quel che credete: non sarà sintomo di intelligenza come pretende Chiara, ma almeno di encefalogramma non ancora piatto.

per chi dice che ichino non ha mai lavorato, comunico che ichino fa l’avvocato specializzato in diritto del lavoro.

@ lichene

il programma di marino mi sembra molto chiaro, anche nel dire che non è con le alchimie tra segreterie che si costruisce una proposta politica, ma che è la proposta politica che renderà possibile che il pd sia la casa di tutti i riformisti.

Leggo sul Blog che c’è chi sostiene che anche Emma Bonino appoggia Marino.

Me lo potete confermare? Ne sarei lieto giacchè stimo molto Emma e credo sia opportuno che su molti temi si costruisca uno stretto raccordo tra PD e Radicali.

Bettini è d’accordo?

Come mai non viene ancora esplicitata l’idea di Marino rispetto al rapporto con i Radicali? Si teme un contraccolpo della “base” ex DA ed ex PCI da sempre molto ostile ai Radicali?

Non sarebbe, invece, un modo ulteriore per differenziarsi dagli altri due candidati?

Un cattolico non integralista capace di stimare ed essere stimato dai Radicali e capace di dailogare e collaborare con loro su materie quali i diritti civili, la tutela dei diritti umani nel mondo, la visione della politica estera italiana, la riforma dello Stato e della giustizia, una nuova legge elettorale che si avvicini al modello anglosassone, ecc…

Lichene

ichino, si, quello che ha vissuto e vive sotto scorta perché lo vogliono ammazzare. chi lo vuole ammazzare? i fascisti? no, i comunisti. armanti, ma comunisti.

In Italia come altrove la sinistra non esiste. Esistono diverse sinistre (alcune davvero … sinistre!).

Una ritiene Ichino una risorsa intelligente e coraggiosa; un’altra lo ritiene una sventura.

Per non citare quella sinistra (quella che fiancheggia le BR) che lo vorrebbe morto come Biagi e D’Antona.

Io mi sento vicino ad una sinistra liberale e riformatrice che stima Ichino e rimpiange molti uomini riformisti mai apprezzati e semmai mal visti se non morti ammazzati.

Manlio

@25

“resettando i vecchi schemi”?!

E poi vi lamentate di esser quattro gatti. Guarda che non sono schemi, sono persone, cittadini, quelle che vuoi resettare.

La capisci, la differenza?

Non credo, un verbo così pirla e un uso così insultante se lo può inventare solo uno sprovveduto superficiale.

Leggo qui tra i commenti che l’appoggio di emma bonino a Marino c’è già.

Risulta?

Lichene

Bella questa. Sapendo che Ichino vota marino la media nazionale già bassa si abbasserà ancora.

Un grazie ad Ichino, il giuslavorista ereditario che non ha quasi mai lavorato in vita sua…

il recupero delle ragioni della sinistra passa dall’abbandono dell’ideologia socialista-socialdemocratica o come la si vuole definire, resettando i vecchi schemi altrimenti non faremo altro che continuare a biascicare sempre più stancamente cose che non capiamo neppure più noi.

ichino è un precursore, marino anche.

Mi capita di fare il dirigente della CGIL e di confrontarmi ogni giorno con i problemi della precarietà, l’unico a sinistra che prova a fare una proposta non ideologica è proprio Ichino generando un diattito non semplice ne indolore nel sindacato. Il programma di Marino, di cui si parla troppo poco anche tra noi, tra le altre tante cose prende posizione anche su questo. Per me un motivo in più per votarlo

Sono ossessionati da D’Alema perché sono ossessionati dall’intelligenze e da un certo pragmatismo di cui si dicono contenti di non averne…

e infatti tirano su Ichino che è oramai un cavallo zoppo del dibattito che cerca solo di rifarsi una verginità in Lombardia dove Civati (e NON Marino, almeno secondo me) sta cominciando davvero a far vedere i numeri del suo grande lavoro.

Ora se il Civati si mette in testa di aprire un serio dialogo con D’Alema allora può venir fuori qualcosa di interessante per un nuovo PD, altrimenti sarà Marino ad aprire la porta a D’Alema, prendersi un ministero nel prossimo governo post berlusconiano e metterla nel culo a tutti.

di questa dichiarazione di voto, e stiamo parlando del responsabile nazionale sulla riforma del lavoro che passa da franceschini a marino, non si trova una riga sui giornali che gridano alla censura per aver ricevuto una richiesta di risarcimento danni.

Permettete un giochino (con le rime):

Dopo il sostegno di Ichino a Marino ora mi auguro arrivi anche quello di Emma Bonino!

Lichene

#15

Veramente Ichino l’unico che ha fatto proposte concrete e realistiche CONTRO il precariato. Vedi il suo progetto sulla Flexsecurity, nel quale mi riconosco in pieno

Mmv

Quanto alla scelta per il candidato segretario regionale, era noto da tempo che Ichino sostenesse il candidato lombardo della mozione Bersani. Forse per le stesse ragioni (ricordo che Martina era molto vicino a Veltroni, per capirci, e non credo abbia problemi a riconoscerlo).

Al Lingotto, come forse ricorderete, siamo tornati, proprio per cercare di riprendere un filo che poi si era spezzato. Altri hanno altre strategie (qualcuno, fortunatamente una minoranza, vuole addirittura rifare i Ds e la Margherita), noi vogliamo far ripartire quell’idea, cercando di non ripetere gli errori e chiedendo a chi non ha dimostrato credibilità – negli ultimi due come negli ultimi vent’anni – di dare spazio a energie nuove (Ichino e Marino sono anche questo). Ecco la coerenza con lo spirito del Lingotto e il nostro schema.

Considero l’editoriale di Ichino un contributo notevole in questa discussione congressuale che pone questioni precise su cui varrebbe la pena riflettere cercando di andare oltre alle proprie attuali preferenze sulle tre le mozioni.

La “vocazione maggioritaria” elemento fondante della nascita del PD mi sembra fortemente ribadita come valore strategico di fondo. In termini di azioni a breve termine che possano tradurre questo principio, capisco che Ichino suggerisca due direttrici; La prima un rapporto privilegiato verso organizzazioni partitiche che sono più affini al PD quali i socialisti ed i radicali, presumibilmente viste quali organizzazioni che nel panorama delle opposizioni sono nello stesso le più vicine al PD ed le più lontane dagli altri partiti di opposizione. Notare che venie posta l’accento sulla “casa comune” e non sulla allenza programmatica !

La seconda direttrice è il rapporto diretto, NON MEDIATO attraverso altre organizzazioni e/o partiti, verso le persone (elettorato). In questo contesto si collocano sia l’enfasi del ruolo delle primarie sia l’esplicito riferimento alla proposizione di riforme, quali quella della pubblica amministrazione, che debbano coraggiosamente andare oltre certe inevitabili (e forse giuste, ma dal solo loro punto di vista) resistenze da parte sindacale.

In questo la sua posizione è la più lontata da quanto esprime la mozione Bersani, identificata, fra le righe, come espressione di un certo conservatorismo di sinistra che sta facendo ormai il suo tempo.

Interessanti infine le ultime righe di “real-politik” che propone sulla scelta della mozione Marino e che riporto in toto

“” Detto questo, comunque, al congresso una scelta va compiuta. E, tutto considerato, in una situazione che vede la contesa per la leadership di fatto ristretta a Franceschini e Bersani, non mi pare affatto male per il PD che il terzo contendente concluda la corsa con un risultato di rilievo: ciò condizionerà comunque positivamente il vincitore.””

LucaSaini

Da qualche tempo osservavo come Ichino, pur non pronunciandosi, poteva ritrovarsi in diversi punti della mozione Marino.

Così è accaduto.

Invito chi fa parte del gruppo dei più stretti collaboratori di Marino ad avvalersi del sostegno del professor Ichino e della sua consulenza specie sui temi del lavoro. Nel contempo, credo che vada colta una sua osservazione critica che ora riporto:

..”Se nelle settimane scorse non le ho dato il mio appoggio militante è perché – forse sbagliando – ho avuto qualche riserva iniziale sulla capacità del suo portabandiera di proporsi come leader politico a tutto campo; ho avuto, inoltre, l’impressione che i suoi sostenitori pongano troppo selettivamente l’accento su alcuni altri temi, certo importanti, ma che non possono essere quelli decisivi per conquistare la maggioranza tra quaranta milioni di elettori…”

Occorre porre l’accento anche sui temi economico-sociali, riguardanti la giustizia, la politica estera e la sicurezza.

Ed, aggiungo, trovare punti di contatto-proposta comuni con i Radicali proprio anche su questi temi.

Manlio

Certo, la strategia del buon walter ci ha portato al 33%, ma dentro c’erano anche Binetti, Fioroni, Bianchi e Bajo.

Quando lo riconosceremo?

Non capisco perché gli elettori di Marino riducono sempre tutto a D’Alema (avete due ossessioni: D’Alema e Binetti, come se fossero davvero questi i guai del centrosinistra).

Il mio appunto non aveva nulla a che vedere con D’Alema, io dicevo tutt’altra cosa:

se Marino si presenta come grande novità (e probabilmente lo è) cosa centra lo “spirito del Lingotto”, il famoso spirito del “ma anche” di veltroniana memoria.

Ma ormai con gli elettori di Marino è difficile ragionare ossessioanti come siete da Binetti e D’Alema.

Sergio

la strategia del buon Walter c’ha portato a un ottimo 33% sarebbe ora di riconoscerlo.

Non so fra quanto prenderemo di più del 33% e quanto di più.

@Sergio: “Ma non era la strategia del Lingotto che ci ha fatto finire in questo punto”

Temo che anche le bicamerali con Berlusconi e le cene elettorali con Tarantini non abbiano aiutato.

Ma non era la strategia del Lingotto che ci ha fatto finire in questo punto (la stategia del buon uolter)

Io non ci capisco più niente!

Sergio