Archivio mensile Archivio: luglio 2009

Per le strade del Pd. Arcore, 30 luglio: la mobilitazione

Chi mi ospita ad Arcore, all’inizio della serata, mi dice: «Non bastano le sedie. Non pensavo…». Guardando la platea del capannone caldo e umido, a due passi dalla famosa Villa, ho pensato che un primo risultato è stato ottenuto. Al di là delle tessere "a valanga", "a pacchetto", "a nastro" che sono state fatte negli ultimi tempi in alcune zone del Paese, incontro anch’io, nelle mie ‘perlustrazioni’ attraverso il territorio nazionale, numerosissimi nuovi tesserati. Tessere single, si badi bene, non in comitiva. Tessere fatte perché c’è il Congresso e perché c’è bisogno di qualcosa di nuovo. Tempo fa, avevo parlato della necessità per il Pd di un aumento di capitale umano e politico. Al Lingotto avevo lanciato l’adesione di quelli che avevo chiamato "nuovi e democratici", entro la scadenza del tesseramento, per aprire questo partito fin dal primo momento della nostra lunga, lunghissima stagione congressuale. La partecipazione di tanti volti nuovi alle nostre iniziative conferma questo dato: l’aumento c’è stato. E sono soprattutto i giovani ad avere aderito. Come loro, sono arrivati anche tanti ‘fondatori’ che avevano atteso lunghi mesi prima di decidere se aderire al partito che avevano, appunto, ‘fondato’. Avevamo detto, a Piombino, che fosse il caso di ripartire dai fondamentali e dai fondatori. I secondi ci sono, ora abbiamo bisogno soltanto di ritrovare i primi.

Una piccola nota

Alcuni giornali non parlano d’altro. In realtà, per capire questa vicenda del Partito del Sud e del fantomatico piano Marshall per il Mezzogiorno di cui straparla B, dovrebbero tutti leggersi questa piccola nota.

Non era costituzionale

La caccia in deroga. Formigoni e la sua giunta ne avevano preso atto con una delibera del 22 dicembre 2008. Eppure continuiamo a discuterne. Come ogni anno. Ieri, per dare il proprio irrinunciabile contributo, è arrivato in aula anche Formigoni, che in Consiglio non vediamo quasi mai. Non ha votato la pregiudiziale di legittimità dell’atto, però: non si è espresso né a favore, né contro. L’imbarazzo c’è, insomma, ma la caccia in deroga rimane. Con i richiami vivi e tutto il resto. Come sempre.

15 mesi

Di successi. Già.

Nostalgia alla Schiranna

Si torna alla Festa democratica della Schiranna, questa sera, per la presentazione di Nostalgia del futuro (ore 21, con Stefania Radman, che ringrazio fin d’ora). Il resto del programma dei prossimi giorni lo trovate qui.

Ricostruzione ben avviata


Non è tutto come ce l’hanno raccontato.

Chi ha più filo da tessere (segue)

A proposito di quanto scrivevo ieri, riprendendo Ottopassi e il mitico Mollica, c’è poco da fare. La Lombardia conterà pochissimo in questo congresso. Altri conteranno molto di più. C’è qualcosa (molto) che non va.

Il numero degli iscritti, regione per regione:

Emilia Romagna 140.179
Campania 119.469
Lazio 90.000
Toscana 73.584
Sicilia 60.747
Calabria 58.424
Puglia 49.752
Lombardia 47.693
Veneto 27.000
Sardegna 26.271
Umbria 23.409
Piemonte 21.000
Marche 20.000
Basilicata 17.603
Abruzzo 16.914
Liguria 15.851
Friuli 9.219

Il rapporto tra numero di iscritti e numero di voti al Pd alle ultime Europee:

1. Calabria 26,4%
2. Basilicata 19,3%
3. Campania 18,4%
4. Sicilia 14,6%
5. Emilia Romagna 14,3%
6. Umbria 13,5%
7. Sardegna 13,4%
8. Abruzzo 11,7%
9. Lazio 11,5%
10. Puglia 11,1%
11. Toscana 9,1%
12. Marche 7,5%
13. Liguria 6,3%
14. Friuli 5,5%
15. Veneto 4,9%
16. Lombardia 4,2%
17. Piemonte 3,5%

Sul retro

Ci vediamo ad Arcore, questa sera. Non in Villa, come qualcuno mi ha scritto, ma sulla provinciale che da Villasanta porta a Lesmo. A qualche metro di distanza dal giardino e dal mausoleo, ma molto lontani da B. Per capirci.

Per le strade del Pd. Bergamo, 29 luglio: le grandi questioni

Riccardo è nervoso. Fa il saldatore, lavora in un’azienda della provincia di Bergamo che ha dovuto tagliare molti dipendenti, ha due figli all’università. E’ preoccupato per le vicende della politica italiana, per il futuro del Pd e per il ruolo del sindacato. Mi racconta di una riunione a cui ha partecipato una minoranza di lavoratori, trovandosi di fronte un sindacato diviso e incerto. Interviene all’incontro di Bergamo, per rilanciare un tema politico: quello di restituire dignità alla politica. Dice Riccardo che dobbiamo occuparci delle grandi questioni, saperle rappresentare, avere qualcosa di preciso da dire sul lavoro, sulla società che cambia, su quello che vogliamo per noi e per il Paese. Il «sono tutti uguali» è un argomento pressoché invincibile dalle nostre parti, se non ritroviamo il filo di una politica che ha qualcosa da dire sui temi che riguardano la vita delle persone, che interviene precisa e autorevole, che «risponde con soluzioni», come diceva un vecchio slogan di Zapatero. Anche per questo, abbiamo voluto lanciare alcune ‘sfide’ al Pd: perché la famosa ‘identità’ da ritrovare (preferisco sempre parlare di profilo) la ritroviamo, appunto, attraverso le cose che diciamo alla società italiana e alla loro comprensibilità presso gli elettori. Lavoro, energia, integrazione, diritti: alcuni temi di cui la gente parla e che la politica italiana, anche a sinistra, ha troppo speso male interpretato, quando non travisato. Sono le grandi questioni, che dobbiamo interpretare noi per primi, se vogliamo cambiare. Perché noi vogliamo cambiare, no?

In clandestinità

Moltissimi (si fa per dire) mi dicono (con una curiosa aria di rimprovero, come se lo stessi nascondendo apposta): cerco il tuo libro, Nostalgia del futuro, e non lo trovo da nessuna parte. Lo dico per i miei 25 e-lettori: sto provvedendo. Lo troverete in libreria (forse).