Wittenberg e il progetto

Questa volta non sarò breve. Da tempo rifletto e raccolgo, dalla piccola Wittenberg nella quale risiedo (fisicamente e politicamente), alcune tesi sul Pd e sulla politica in generale. In questi giorni di infatuazioni e di innamoramenti, di primavere e di obamate (nei pochi sensi deteriori in cui si può concepire il termine), di candidati segretari al posto di Franceschini che non fanno nient’altro che mantenere viva una sola ipotesi (cioè lo stesso Franceschini), vorrei che si tornasse a parlare del progetto politico. Mi pare che sia quello che manca, no? E non mi pare che ci stia lavorando nessuno, no? E forse sarebbe il caso di arrivare a ottobre con qualche idea sparata, no? Ve ne butto lì una: ma il Congresso noi lo vorremo fare burocratico e old style o provare a fare qualcosa di nuovo e di diverso? Gli amici che si erano detti disponibili a lavorarci ci sono ancora o si sono già stancati? Era tutta questione di nomi, insomma, o c’era della sostanza, dietro alla nostra preoccupazione? Domande che si assiepano, anche alla luce del clima delle ultime ore. Metti una sera a Sovico, per esempio. Un nostro consigliere mi dice: vi rendete conto che la gente non si fida più, che la disaffezione è tutta lì, ancora intatta, e che i famosi progressi delle ultime settimane sono percepiti soprattutto da noi, e che la cosa non si risolve con la rappresentazione di qualcosa di nuovo, ipergenericamente inteso? Che ne dite, ci mettiamo a lavorare e a produrre qualcosa, oltre alle tante chiacchiere (le mie comprese, è ovvio)? E, come già chiedevamo sabato scorso, qualcuno ci vuole parlare di cose da fare, al di là delle belle parole? Sarebbe importante.

Giusti di tutto il mondo unitevi!!!!!

Passione, EMOZIONE, gioia di fare parte del mondo dei “giusti”

Ideali ed emotività muovono le persone, le fanno volare, sognare.

Alba

Non si può raccogliere quello che capita con una specie di rete a strascico, vanno individuati i temi, quattro massimo cinque, NON TREDICI, i quattro temi vanno collegati gerarchicamente e affrontati da piccoli gruppi. Solo una volta elaborate le proposte raccogliere i suggerimenti.

Ma ci vuole un tasso di innovazione provocatorio……

R.Prof

senza argomenti trainanti lanciati a mezzo tv ma solo sulla raccolta differenziata e sulla gestione della farmacia comunale non è facile attrarre le persone.

Di tanto parlare siamo stufi tutti.un partito vero parte dalle cose vere di tutti i giorni per costruire una prposta.senza retorica credo spetti anoi modesti militanti dimostrare Cone deve evolversi la politica……

Il progetto politico è ancora quello enunciato quando abbiamo deciso di fare il Pd. Quella che manca è la proposta politica. E manca perchè pochi propongono cose nette. In controtendenza pochi segnali nazionali (testamento biologico, ad esempio) e molti segnali locali (soprattutto grazie al lavoro dei Gruppi, però: ancora poco partito). Ti segnalo il lavoro che stiamo facendo sulla scuola. Il doc linkato nel post che segue è un mix tra il contributo del Gip Scuola di Milano coordinato da me e il lavoro del Forum Regionale coordinato da Sara Valmaggi.

http://marcocampione.wordpress.com/2009/03/20/gipscuola/

Marco C.

nei circoli facciamo quello che possiamo.

solo che se dall’alto boicottano il flusso “dalla periferia alla centro” ad esempio di fatto ostacolando in tutti i modi le primarie, e alimentano il sistema della cooptazione e della scelta verticistica, poi è difficile creare e tenere insieme un gruppo che sia capace di trascinare.

Io sto raccogliendo tutte le proposte che trovo nei vari blog e discussioni, come una banca dati per poter poi proporre una sintesi e metterla sul tavolo per essere poi elaborata da tutti. Penso inoltre che il tempo che ci separa da ottobre dovrebbe essere impiegato per far partire delle iniziative che testino le idee che elaboriamo e per raggiugere più partecipazione possibile. Io ci sono per dare il mio piccolo contributo.marco