Archivio mensile Archivio: novembre 2008

Obamako, diablogo africano, vol. 2

Sono in un albergo di Mopti che si chiama Non ci sono problemi, e invece, di problemi, ce ne sono eccome (non funziona nulla…). Ma non fa niente. Abbiamo visitato le comunità dove sono stati installati i pannelli che avevamo contribuito a finanziare (a questo proposito, Mattia parla del buio), abbiamo lasciato Bamako e ora siamo quasi arrivati al paese dei Dogon. L’unica cosa che unisce questo immenso paese è la copertura della telefonia cellulare: anche nel bel mezzo della savana, c’è campo. E tutto ciò è abbastanza incredibile, in questo posto in cui non c’è pressoché nulla, però, se vuoi,  puoi mandare un sms dal deserto…

Obamako, diablogo africano, vol. 1

Black president, il viso di Obama su una t-shirt al Bla-Bla dice molto, dell’attesa e di quello che potrebbe succedere nel mondo, e forse succederà. In verità ci si sente noi fuori dal mondo, mentre Daniel ci racconta dei progetti di cooperazione a cui abbiamo partecipato e che domani visiteremo. Ci si sente noi fuori dal mondo, in una città in cui non ci sono occidentali, e gli stranieri, facilmente riconoscibili, siamo noi. Ci si sente noi fuori dal mondo, leggendo dei Bozo, dei Dogon e dei Bobo, nonché dei misteriosi Tellem, che letteralmente sarebbero "quelli che c’erano prima di noi" (ogni riferimento ai "leader del passato che non passa" è puramente casuale…). Forse la popolazione del Mali (una sorta di Africa per sineddoche) sarà quella che lo dirà di noi e del nostro mondo, che tramonta e che si angoscia per nulla. Forse un giorno cambierà, e Obama non sarà più l’eccezione, e il mondo sarà più giusto. Per ora non è così e si respira ovunque una dignitosa e solare miseria, al di qua di ogni fascinazione e suggestione. Il viaggio è iniziato. In diablogo con Mattia, per capire qualcosa di più, soprattutto su di noi.

In Africa, nel nome di Samia

Sono più o meno qui.

La cura

Prendetevi cura del Pd, in mia assenza.

Bigliettini e tessere

Mentre qualcuno passa i polizzini agli avversari, qualcun altro minaccia di strappare la tessera, ancor prima di averla fatta. E non ha tutti i torti, perché il Pd questa settimana va fermato per eccesso di ribasso.

Così dovremmo fare

David Plouffe scrive a tutti i supporter di Obama una email dal titolo Where we go from here. Il testo la dice lunga su come si dovrebbe fare politica, non solo negli Usa di Obama.

Please take a few minutes and help shape the future of this movement.
Share your campaign experience and your thoughts on the best way to keep supporting our agenda for change.
The inauguration is just 62 days away, and as President-elect Obama and Vice President-elect Biden prepare to take office, they’ll need your support more than ever. You’ve built an organization in your community and across the country that will continue to work for change — whether it’s by building grassroots support for legislation, backing state and local candidates, or sharing organizing techniques to effect change in your neighborhood. Your hard work built this movement. Now it’s up to you to decide how we move forward.
Take this short survey and share your ideas:
http://my.barackobama.com/whatsnext
Thanks to you, this country has an historic opportunity. Electing Barack was the first big step, but there’s a lot of challenging and important work ahead.
Together, we can keep making history,
David

David Plouffe
Campaign Manager
Obama for America

Cose da fare

Iniziate ad appuntarlo sulle vostre agende: 1° dicembre, ore 21, a Desio, iniziativa sulla legalità, con la partecipazione di Nando Dalla Chiesa, Arturo Lanzani, Maurizio Martina. Il 3 dicembre, alle ore 21, a Monza, serata di dibattito dedicata alla vittoria di Barack Obama (ancora? sì, ancora). Il 4 dicembre, ore 20, a Brugherio, cena democratica a cui sono invitati tutti quelli che hanno dedicato tempo e lavoro alla Festa democratica di Monza.

Formigoni come Obama (magari…)

Comunicato stampa. Rimangono al palo le politiche regionali per la promozione delle fonti energetiche alternative e a basso impatto. Nel bilancio 2009, approdato oggi in commissione ambiente, metano, idrogeno, geotermico e rinnovabili in genere vengono fortemente ridimensionati. Nel dettaglio: la promozione e diffusione dei veicoli ecologici passa da 2,53 milioni a 1,2 (-52%), il piano per la diffusione di combustibili a basso impatto, per l’energia alternativa e per l’idrogeno passa da 4,573 milioni a 3,013 (-34%), gli incentivi per il riscaldamento degli edifici mediante pompe di calore (geotermia) si dimezza, passando da 2 a 1 milione di euro. Per quanto riguarda il metano, non c’è traccia del milione di euro che fino all’anno scorso era impegnato nella carta sconto e che a sentire la giunta sarebbe stato utilizzato per potenziare la rete di distribuzione. “La risposta alla crisi – dichiarano i consiglieri regionali Giuseppe Civati (PD) e Carlo Monguzzi (Verdi) – passa anche attraverso il finanziamento di interventi ambientali, capaci di generare nuova e buona occupazione. Chiediamo a Formigoni di scommettere con più vigore sull’ambiente e la sostenibilità, prendendo ad esempio Obama, che annuncia investimenti nel settore ambientale e delle energie pulite che creeranno 5 milioni di posti di lavoro nei prossimi anni”.

Complimenti vivissimi

Uno dei nostri massimi dirigenti passa in diretta un biglietto all’esponente di An per mettere in difficoltà Di Pietro e il Pd. Ne aveva già parlato Travaglio su l’Unità, ma non volevo crederci. Invece è vero.

Genius

Finalmente il Pd prende posizione sul progetto di legge ammazza-blogger e Ricky Levi prende le distanze da se stesso. Faccio notare che Levi aveva già presentato il progetto di legge nella passata legislatura, c’erano state le stesse polemiche a cui abbiamo assistito (e partecipato) in questi giorni, il ministro Gentiloni si era scusato a nome del Governo. E Levi che fa? Lo ripresenta in questa legislatura, per poi precisare, per poi chiarire, per poi cambiare idea. Ancora.