Bravo Michele vedo che hai colto. Se c’è un soggetto politico di cui ho nostalgia è proprio quel PDS.

marcogambi

;-) carina quella dei giapponesi…

Marco Gambi, cominci a sembrarmi come uno di quei giapponesi persi sull’isola dopo la fine della seconda guerra mondiale. Diamo tempo, diamo tempo…Ma se nn c’è n’è più di tempo? Non è mica un bene inesauribile. Forse è il tempo di decidere, scegliere, inventare. Non so se la strada di Chimparino sia quella giusta, certo è che già ai tempi del primo governo Prodi c’era chi aveva promesso decentramento persino dei ministeri, doppie capitali e via dicendo.

E nn era la Lega, era l’allora PDS.

Speriamo…

Michele :-)

non è esattamente quanto detto da Chiamparino ieri, nè quanto scritto su Repubblica oggi.

Diamo tempo.

MarcoGambi

con questa trovata del pd del nord si è aperta la prima crepa. secondo me non ne escono più da questo ginepraio…

cmq sembra di capire che al nord vogliono allearsi con la lega, al sud con l’udc…cazzo sono disposti ad allearsi con chiunque, basta che non siano di sinistra

mauro lodi

Detta così, Michele, mi pare già meglio. Premetto che io non sono nessuno, o se preferite, sono l’ultimo in ordine anagrafico a poter emettere giudizi su PD, leaderships ecc. ecc. ma la cosa mi preme perchè ci credo, ci credo e ancora ci credo.

Ad esempio, credo che Veltroni non sia il problema ma che sia in un momento di grande difficoltà perchè rischia di pagare per colpe non sue (ma dal momento che lui è il vertice della piramide non vedo come possa scampare ad un congresso di verifica).

Sarebbe bello se il gotha del PD esaurisse la sua esperienza ponendo come primo obiettivo la realizzazione di progetti ambiziosi ma fattibili come le Primarie e il Rinnovamento delle dirigenze LOCALI e Nazionali.

Certo, Michele, il fatto che l’idea di Chiamparino Penati e Cacciari di favorire uno smarcamento del PD al Nord sia già stata in qualche modo blindata da Roma non va in questa direzione e mi dispiace.

Ma se come dici tu, il bambino non c’è più da un pezzo.. ne nasceranno altri.

MarcoGambi

La casa, il PD, brucia. E in troppi discutono non sul come spegnere l’incendio, ma su come spartirsi le suppellettili. Marco Gambi ci invita a riflettere e a non buttare il bambino con l’acqua sporca. E’ un modo di vedere le cose che, a mio parere, di questi tempi non funzionerà, poiché il pargolo è perso da tempo ed è rimasta quasi solo l’acqua sporca. Si può discuterne, ma a partire dall’assunzione di un dato che credo sia razionalmente innegabile: la leadership attuale del PD è uno degli ostacoli principali al suo rinnovamento. Quali conseguenze trarne?

Non ho soluzioni in tasca: ma so che se non ci si sbriga a far qualcosa e senza tergiversare ulteriormente sulla telenovela in corso in casa PD, o bruciamo o affoghiamo.

Michele

seghe mentali? Ooooh che folta schiera di pragmatici risolutori delle crisi politiche: mi chiedo perchè non vi siate ancora proposti di essere VOI la nuova capacissima classe dirigente che dovrebbe soppiantare questi ********** e ******* di PDici e PDuisti.

Siamo di fronte ad un tipico caso di smarrimento, sin qui nessun dubbio, lungi da me ignorare l’imbarazzo della gestione attuale del PD.

Qui non si dibatte AFFATTO di chi è pulito o migliore o altro: si constata amaramente che la strada non è quella giusta e si parte da giuste e meritate critiche per mettere in guardia i “nostri” politici che il rischio è che dal 30% si scenderà in fretta senza una virata netta da parte loro.

Tutti noi ribadiamo che le scelte responsabili pagano, e le altre no.

Ma ritengo indiscutibile che, buttare al vento la “trasmissione” perchè il “conduttore” sta perdendo “audience” è una minchiata. Definite voi coloro che, in modo molto molto immaturo e talora di comodo, scelgono questa strada.

Riflettiamo invece su questa frase di M.K.Gandhi …. “siamo noi a dover fare il cambiamento che vorremmo vedere”… io il “male” non lo vedo sempre con chiarezza ma anche bendato, mi girerei verso destra.

Non è solo lì, ma avrei molte piu chances.

MarcoGambi

dichiarazioni di D’Alema a Repubblica sul caso Latorre: “: “Io non amo le polemiche e devo dire che, anzi, mi ha amareggiato una polemica personale, aspra, tanto più spiacevole perché condotta in mia assenza, visto che mi trovavo all’estero per una missione internazionale”.

Ma che ci resti, all’estero, per favore, e vada a farsi fottere invece di cercar di fottere ancora una volta noi.

Michele

La cosa più triste è che il PD e la oligarchia che lo governa è molto peggio di Berlusconi e compagnia. Peggio perché aggiungono alla comune vomitevole natura di tutta la casta, il difetto dell’ipocrisia e dell’inganno.

Ipocrisia perché si presentano come migliori, senza macchia, e poi si scopre che parlano male del P2ista e si comportano da ladri di polli o peggio.

Inganno perché raccontano le loro frottole ad operai, pensionati, studenti ed altri soggetti deboli di cui – francamente – non gliene frega un cazzo. Ma dei cui voti hanno bisogno per continuare a fare la bella vita immune da crisi e caroprezzi.

Quello che non riesco a capire è come la gente non li abbia ancora scacciati coi forconi. Probabilmente stiamo facendo lo stesso percorso dell’Argentina: quando il fallimento del paese sarà completo, allora la gente scenderà in piazza a fare il repulisti.

Intanto i soldi che la casta avrà rapinato saranno al sicuro in Svizzera, invece che in qualche banca di Montevideo.

Con buona pace per i fessi che ancora credono alle frottole di questi individui.

ho dimenticato di firmarmi, l’utente #32 sono io.

buon fine settimana a tutti

mauro lodi

sono convinto anch’io che il pd abbia raggiunto il punto di non ritorno. troppa confusione. troppa opacità. troppa corruzione. troppa equidistanza con le varie anime della società che pretende di rappresentare. con le loro decisioni scellerate i cosidetti leaders del partito non rappresentano nessuno, ma solo se stessi. daltronde la politica di oggi è così: ogniuno “gioca” per se, le sorti del partito e del paese vengono dopo.

auguro al pd di sprofondare su se stesso. è l’unico modo di uscire da questo stallo e, spero, di mandare al diavolo veltroni-dalema-rutelli-follini-fassino-latorre-ecc. in modo che possa emergere una nuova classe dirigente.

cmq anche nel caso di una debacle alle europee (ci sarà la solita fuga a destra di molti esponenti locali…e ci qualcuno che dopo il disastro avrà il coraggio di dire “non è un cattivo risultato, in fondo ci ha votato un elettore su 4….”) è difficile che il partito sparirà, ci sono sempre rimoborsi elettorali cumulati (chissà che fine fanno tutti quei soldi….)….

@marcogambi

nn so perchè ti senti chiamato in causa proprio tu, quando cito quello che è diventato un vizio generale del riformismo da tempo, se è vero che pesino Massimo Giannini (laudatore sperticato del PD e sponda evidente verso la buona borghesia imprenditoriale e intellettuale che si rifersice a Repubblica da tempo) scrive oggi che è passato troppo in fretta da Marx al market. Le critiche sono ammesse,certo, purché restino parole. E se le critiche sono protratte, ecco che comunque rispunta – come un automatismo – l’atteggiamento inquisitore che ha condannato al declino socialismi d’ogni tempo: chissà perchè le fanno? Chissà a chi fan riferimento? Forse all’anarchismo… Non è così, ma anche se fosse?

L’unico riferimento è quello alla catena ininterrotta di stupidità inanellata da questa leadership, che non coincide con dieci persone, ma cn la struttura di “comando”, di riflessione, di organizzazione e amministrazione che costituisce oggi il partito che dovrebbe esser caposaldo dell’opposizione.

Non ho mai chiesto a Civati ne ad altri di stracciare la tessera di alcunche (tra l’altro: quale tessera?), credo si possa però porre la domanda – del tutto politica e basata su fatti – se questo PD abbia o meno ancora possibilità di esser cambiato e come, perché se qualcuno è abituato a viver di sogni (pur dichiarandosi riformista concreto) la gran parte dei cittadini che ci han votato e quelli che magari ci voterebbero vivono prevalentemente d’altro e faticano a riuscirci.

Il pane e le rose, diceva uno slogan storico: ma qui non ci sono ne l’uno ne l’altre, da troppo tempo ci son solo spine. E non c’è fioraio che possa camparci della vendita di queste.

La mia personale opinione, cui poi potete attribuire l’imprinting cultural politico che più vi piace, e che il PD abbia raggiunto un punto di nn ritorno, e la critica quotidiana dei suoi comportamenti che non sa o non può tradursi in confronto che muta lo stato delle cose, salva l’anima di chi la fa, ma nient’altro.

Michele :-)

@ # – in effetti potremmo trovarci, un po’ tutti quanti, in fase iper-riflessiva…

Tuttavia posso assicurarti di come, sugli argomenti concreti e a vari livelli, vedo tanta gente che si dà da fare: con l’attività amministrativa, con momenti di ascolto, attraverso l’organizzazione di incontri pubblici su temi specifici, attraverso la promozione di comitati referendari nelle realtà locali… credo che lo spazio blog sia anzitutto il luogo più idoneo per esternare, anche in grande stile, alcune questioni elencabili come “seghe mentali”, ma che celano dietro di sè storie e vissuti personali diversi fra loro ed a mio parere arricchenti, nonché sentimenti di appartenenza magari un po’ “retrò”, ma di certo indice di un fermento vivo fra la base di questo partito.

In compenso, grazie anche alla frequentazione di questo spazio, ho soppresso la pausa sigaretta! :-)

Giovanni

# tuttibella questa discussione, mi ricorda tanto quelle sul sesso degli angeli e su trozkisti, leninisti, stalinisti. Ma dove stiamo finendo?

Questo non è far politica. credo che la gran parte degli italiani abbian altro cui pensare.

E dobbiamo ritenerci fortunati se nn si accorgono che, oltre a combinare una minchia concretamente, i sostenitori del PD si frullano le poche restanti idee in queste menate…

@ Luca Bruno. Bravo mi sei piaciuto, sottoscrivo e controfirmo ognuno dei tuoi post. Equilibrati e condivisibili, mi piacciono perchè credo che noi leggiamo la storia allo stesso modo (a parte quel riferimento a Craxi che proprio non era adatto secondo me…).

@michele [… in questo blog niente, insulti a chi critica la leadership ..] io sembrerò sempre il difensore civico (o civatico) che tu tanto deprechi ma si dà il caso che scrivi cose false ed è tutto dimostrabile.

Le critiche piovono tanto dal padrone di casa quanto dai suoi commentatori, affezionati o no.

Acquista ancor più coerenza la mia posizione quando mi stupisco delle critiche a chi come Pippo lavora per costruire un PD migliore senza risparmiare critiche giuste ai suoi leader attuali.

Michele, o pensi che Civati dovrebbe andare da Veltroni a stracciargli in faccia la tessera (a che pro poi melo spieghi così…come se avessi 6 anni – N.d.Philadelphia) oppure rifletti un pò di più e ti associ a chi vorrebbe un PD migliore di questo senza fare la parte del pubblico che tira le uova ma mettendosi dentro al sistema per cambiarne le parti lacunose.

Sai, nella storia (Luca Bruno mi insegna….) nessun movimento riformista ha mai strizzato l’occhiolino all’anarchismo. Te lo dico perchè così mi pare che tu sia di quell’area lì,,,se sbaglio scusami

MarcoGambi

@ Fabio

L’idea di appartenenza “di centro” (per quanto questo termine possa essere ancora dotato di un senso…) non indica necessariamente una condotta “moderata”. Per farti un esempio attuale, ritengo figure come Rosy Bindi sì provenienti dall'”area di centro” ma assolutamente dotate di spirito critico e di SANA radicalità. Ritengo altresì una figura come quella della Bindi non circoscrivibile alla galassia “socialista europea”, seppur ne condivida, con le persone che vi si riconoscano, molti aspetti che anch’io sento come miei (senso della laicità, tutela dei diritti, spirito maggioritario e bipolare, demcorazia interna… su quest’ultimo punto il mio voto a IDV lo darei MOOOLTO a malincuore). Ora mi domando: dato che, in politica, le “etichette” realisticamente hanno un peso (altrimenti ci troveremmo ad avere a che fare con un club di amici, mentre abbiamo a che fare con un elettorato dotato di memoria storica) e, oltre alle etichette, i manifesti politici e i programmi elettorali. Avrebbe senso – in termini di coerenza ed efficienza – che il PD si fermi a quella che è stata l’esperienza ulivista degli ultimi anni? Ha senso, inoltre, che in Europa non venga riconosciuto un processo non solo partitico, ma di rispondenza al cambiamento della società, che in Italia è stato coraggiosamente avviato? Perché non potenziare il relativamente giovane PDE, magari creando un gruppo parlamentare unico con PSE il quale, oltre alla contiguità fisica, ne condivida anche gli approcci programamtici? In assenza di tutto ciò, ed escludendo un approccio democristiano alla politica(non lo sarei mai stato, neppure se fossi nato 30 anni prima!), voterei il male minore, cioè il partito EUROPEO da me votato alle ultime EUROPEE.

Di Pietro è concreto e schietto.

Se questo significa essere estremisti, beh, allora andiamo avanti così, con tante belle parole, soltanto parole e intanto il malaffare avanza sotterrando la vera libertà di vivere in uno stato di diritto con delle regole da rispettare.

Tante parole e intanto rete 4 continua a trasmettere, tante parole tante parole…

Giovanni, tu avrai tutte le tue ragioni. Ma ti faccio presente che fuori dal PSE ci sono – con un qualche peso -, da una parte i conservatori (PPE, nato sì centrista ma oggi di fatto rappresentante del centro-destra, e infatti ci stanno dentro i centrodestra di tutti i paesi UE) e l’estrema destra. Dall’altra, i Verdi, la Sinistra Europea, i liberali (l’Alde). I riformisti di centro-sinistra, in tutta Europa, fanno parte del PSE. Quindi dove dovrebbe stare il PD? La logica vuole la sua parte. Quanto alle ascendenze, pensi che la SPD o il PS francese, o il Labour Party o le socialdemocrazie scandinave o il partito socialdemocratico austriaco siano così lontani dalle tue posizioni? Da quelle che, almeno a parole, sono le posizioni del PD? Si era detto, alla fondazione del PD, che si sarebbe dato vita alla casa dei riformisti, di centro-sinistra. E il centrosinistra in Europa è il PSE. Quindi, o si stanno prendendo per i fondelli (e io propendo ormai per questa ipotesi) gli elettori, oppure… Quanto al fatto che dici di scegliere Di Pietro: scusami, ma dove sta il centrismo e la moderazione di uno che ogni giorno dà del Videla (ripeto: del Videla!) al capo del governo, che lo paragona in un recente libro a Hitler, che gli dà del corruttore. Ora, si potranno condividere queste analisi o meno, ma i toni non mi sembrano esattamente da moderato centrista. O sbaglio? Infine, io non ho detto di riconoscermi nell’identità socialista. Anche se è così in buona parte, non mi attacco all’etichetta. Il senso del finale del mio post era che una certa tradizione liberalsocialista, laica, in Italia si sta smarrendo. Una volta c’erano i cosiddetti partiti laici. Oggi che ci rimane? Il PD era stato una promessa anche per costoro. Ma, a quanto pare, la promessa non sarà mantenuta. Tutto qui. Farei solo notare che con la politica attuale, il PD ha come risultato di far andare il tuo voto a Di Pietro e il mio a socialisti o radicali. Bel risultato, per gli attuali dirigenti nazionali.

Fabio

Giovanni,

io mi sento di appartenere ad un partito di centrosinistra (senza distinguo o trattini).

Ricordo che il progetto di Great Mitte fu lanciato proprio dalla socialdemocrazia tedesca.

Ho il timore che rinunciare ad aderire al gruppo del PSE voglia dire rinunciare alla possibilità di avere un profilo europeo.

Quando questo paese ha bisogno di + Europa o che nasca uno spazio politoc e culturale europeo.

Aderire al PSE non vuol dire, inoltre, diventare socialisti…vuol dire entrare in un gruppo il cui manifesto è stato scritto da persone del mio partito (ad esempio: Fassino).

Aderire vuol dire anche innovare questo gruppo/famiglia.

Rinunciarvi può voler dire fare danni enormi al nostro futuro.

Luca Bruno

Nessuno mette in dubbio una partnership preferenziale con il PSE e tantomeno inviti ufficiali per poter mantenere canali privilegiati con questa piattaforma (un po’ come per i Democrats USA). Però mi sembra molto forzato e, se consentite, inefficiente proporre l’adesione ad un soggetto, come il PSE, che anche ideologicamente si rifà a qualcosa a cui non sento di identificarmi e che in Italia dovrebbe essersi evoluta proprio grazie al PD-

Derive centriste? Lo ripeto: il sottoscritto, come tanti altri, ci sentiamo di centro. E se ci fossero ragioni ideologiche a ciò, le sosterrei in tutta sincerità, poiché l’appartenenza a sensibilità politiche differenti non può essere tralasciata per ragioni “internazionali”. Di certo discussa, di certo condivisa, di certo ibridata, ma non tergiversando.

Giovanni

a che pro andare in un gruppo diverso dal PSE ? Abbiamo fatto tutto questo sbattimento per arrivare ad un soggetto grande in italia per poi entrare in uno piccolo europeo ? piuttosto spingiamo per un rinnovamento del PSE, che per altro mi pare già abbastanza avanti visto che ci sono tutti i partiti di centro sinistra d’Europa. Guardate chi è membro dell’ALDE e decidete voi se è meglio finire lì o con i Labour party

Longo

Il PSE è notoriamente cosa estremamente diversa dalla I e II internazionale (la terza era quella comunista)…è il gruppo che raggruppa e coinvolge la quasi totalità delle forze progressiste in europa e la totalita dei grandi partiti di centrosinistra europei.

sostenere che il PD non debba entrarci è perchè s’immagina un futuro del PD fuori dal percorso europeo ed avulso da qualsiasi futuro riformista…forse perchè qualcuno spinge per un progetto moderato e centrista.

Vorrei solo fare notare inoltre che all’internazionale socialista sono invitati permanenti i democratici americani.

Quindi chi si oppone all’entrata nel PSE lo fa per moviti ideologici oppure perchè immagina derive diverse da approdi riformisti e di centrosinistra per il PD.

Luca Bruno

PS

Insomma, io sono uno di quelli, e sono veramente in tanti, che pur credendo nel progetto PD avranno difficoltà a votarlo se fuori dall’unica tradizione progressista in Europa.

PPS

Le cose si cambiano dall’interno…soprattutto se è l’unica cosa che c’è in Europa.

@ fabio: Il PD aderisce al PSE? Io non lo voto. Anzi, so già per chi votare, dato che non trovo altro gruppo politico più democratico dell’ELDR… Voterò, a malincuore, per Di Pietro. Primo, perché non mi sento di identià socialista (e non ho mai votato un partito socialista); secondo, perché il PD non dovrebbe essere solo la casa dei socialisti. A proposito: di quale “socialismo” stiamo parlando?

Giovanni

Europa 2009

[..] Credo che sia la prima volta in assoluto che un partito politico si presenterà alle elezioni aderendo sia al manifesto dei socialisti sia a quello dei democristiani. A parte la meravigliosa manifestazione di cosa sia il PD un anno dopo le primar [..]

Europa 2009

[..] Credo che sia la prima volta in assoluto che un partito politico si presenterà alle elezioni aderendo sia al manifesto dei socialisti sia a quello dei democristiani. A parte la meravigliosa manifestazione di cosa sia il PD un anno dopo le primar [..]

Condivido la posizione della Bresso. E quel che lei dice a proposito di adesione, vale anche per il mio voto. Niente PSE? Il mio voto alle europee (e di tutti quelli che conosco, potrei dire) se lo scordano. Così, semplice semplice. Ora mi sono veramente rotto. Se ci saran le preferenze voterò PD nel caso ci sia qualcuno che conosco e mi ispira come candidato. Altrimenti, nisba. Vorrà dire che voterò socialista. Almeno loro non rinnegano le identità.

Fabio

#giulia

sono mesi e mesi che alcuni di noi scrivono che qui si sarebbe finiti per arrivare, e non lo fanno perché posseggano particolare acume politico ma semplice buon senso e non portano paraocchi! Ogni giorno ad un episodio deleterio se ne sommava un altro e un’altro ancora, sino a produrne una serie infinita. E nel frattempo i cosiddetti leader o erano in altro indaffarati o cercavano di procrastinare ogni serio confronto, ciascuno pro domo sua.

Niente, in questo blog invece che vilipendere giustamente questi leader si insultavano e irridevano color che li criticavano anche aspramente ma, come si vede, con tante ragioni.

C’è ancora qualcuno che sia convinto che si possa cambiare questo partito senza mandare a case quasi tutta la leadership? Se sì, secondo me o è in malafede o si è totalmente “fatto”, con cosa nn so.

E c’è qualcuno che crede che questa leadership, nn so per quale miracolo, si redimerà di colpo da sola?

Suvvia: se si vuol salvare il PD che ci avevano promesso e vogliamo, il problema principale ormai è diventato proprio quello di “come sbarazzarci” di questa leadership, con annessi e connessi, che son tanti se percorriamo il partito, le amministrazioni, gli enti ecc.

E’ un partito stalinista di boiardi e apparatciki, di fatto, senza neppure aver l’organizzazione ferrea che lo stalinismo aveva.

Se si ragiona con realismo politico, non si può far altro che constatare che non può esser riformato: è una sorta di decrescenza politica vorace che si autoalimenta della sua ddisgregazione, proprio come una formazione cancerogena. Può solo esser abbandonato o distrutto, da qualche avvenimento sociale che ne travalichi l’ingombrante e orami venefica presenza.

michele

Secondo me non dovremmo fermarli perchè l’Italia passerebbe in mano “a quelli là”..ma semplicemente perchè è nostra. Che non ci riconosciamo nel pdl e che vorremmo riconoscerci nel pd, quello che ci era stato promesso e prospettato.

Riprenderci ciò che è nostro insomma. e che qualcuno, una volta tanto abbia l’umiltà di dire, “ho fallito. mi dispiace”

salut,

giulia

oltre a perdere il governo e la capitale questi pagliacci, per motivi diversi, stanno buttando alle ortiche l’abruzzo, la sardegna, firenze…parlavano di un partito nuovo, diverso, ecc. ed invece scopriamo giorno dopo giorno che nel pd sono addirittura peggio che nel pdl (lo ha detto anche soru…).

facciamo qualcosa, fermiamoli, perchè di questo passo l’italia sarà tutti in mano a quelli là….

mauro lodi

Al di là dei toni sarcastici bisogna approfondire una altro aspetto.

Nel PD c’è così tanta confusione, che non sapendo in che gruppo europeo dovrà aderire, il segretario fa firmare due manifesti a due esponenti dello stesso partito democratico.

Nel frattempo nella base si è aperto il dibattito su questo tema, e proprio il segretario, per neutralizzare il dibattito, presenterà il 19 la SUA proposta.

Proposta, immagino, figlia di compromessi avulsi da ogni logica di strategia future del PD.

E’ questa la cosa triste e brutta…

Poi se si fosse aperto un dibattito il Segretario doveva prendere una posizione (PSE o PDE?)…

Credo, inoltre, che, proprio perchè il Segretario ed il PD (purtroppo) dovrà soddisfare altre esigenze (non politiche ma di equilibrismo burocratico), il PD non aderirà al PSE…

Luca Bruno

alee ohhhh

e vai…

e occhetto niente?

dai rifaciamo il pds o perchè no, anche DP per 5 ore

Recupero dall’OT con il pensiero che condivide quello della Bresso. Ci sono momenti in cui è difficile pensare un PD diverso da questo.

Eppure bisogna pensarci.

MarcoGambi

io pensavo di tornare alle medie per 3 giorni o di rimetermi un maglione con le spalline per altri 2 o magari torno in brasile e faccio finta di non essere mai partita. ti do un passaggio?

k