Wittenberg 2.0: ci deve essere, da qualche parte, un’alternativa

Tornavo ieri sera da Locate Varesino, nell’area di Mozzate, un vero e proprio quadrante di cave, discariche, autostrade e superstrade. Un territorio che ha la sfortuna di essere incuneato tra tre province, e per questo destinatario dei guai di tutte e tre (alla provincia dell’impero, in senso letterale). Mentre l’auto correva lungo la A8, mi chiedevo, mentre ripensavo al periodo in cui viviamo, se, oltre a cercare di recuperare terreno (invano?) rispetto ai temi della destra, non è il caso di imporre qualche tema di sinistra, nel dibattito politico italiano. Il consumo di suolo, ad esempio, non è un argomento abbastanza importante nella nostra regione? Il modello di sviluppo va assunto senza avere nulla da dire, ed è proprio così naturale ciò che devasta la natura e il nostro paesaggio? Vorrei precisare che non è una riflessione esclusivamente ecologica, la mia, ma attiene proprio l’idea di società che abbiamo in mente. Uno dei luoghi comuni dei conservatori di ogni tempo è there is no alternative (l’acronimo Tina fa venire in mente la proverbiale casalinga di Voghera, che tutto sommato si ispira ad una filosofia analoga). C’è posto solo per Tina in questa regione e in questo paese? Non c’è la possibilità di costruire prospettive diverse, che si sottraggano alla deriva commerciale a cui stiamo, consapevolmente o meno, partecipando? Perché, se tutto è commercializzabile, allora lo è anche lo spazio in cui viviamo, il nostro lavoro, la nostra vita. A me pare che si debba tornare a parlarne. Al più presto.

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utente anonimo scrive:

MA soprattutto sai che i cavatori hanno mandato una mail… da voltastomaco dopo il piano cave? te la giro… giusto perché non c’è limite… sai la storia di Mozzate?

utente anonimo scrive:

smettila di fare il no global e ritorna nei ranghi: crescita, crescita, e ancora crescita, questa è la parola d’ordine. l’amore cieco nel dio mercarto e la deregulation sono gli strumenti che servono. ti 6 già dimenticato il discorso del lingotto?!? ;) )

il consumo di suolo, figlio della rendita fondiaria, è uno dei problemi più gravi del nostro paese. stravolge il paesaggio, le culture, le anime. diventiamo più bruttti anche noi.

in lombardia sappiamo come va. in liguria, regno dei due claudii (burlando e scajola) va peggio, perchè li vogliono cementificare pure il mare. nella rossissima toscana, oltre al famoso caso monticchiello e a tanti altri casi minori, vogliono costruire un aeroporto sulle colline senesi (con il treno ci si mette troppo tempo). sono pazzi. il veneto è stato mangiato dallo sprawl, da villettopoli, dai capannoni. le regioni del sud sono corrose da un’abusivismo dilagante. non si salva nemmeno la capitale, regalata ai soliti speculatori amici, o i centri antichi delle altre citta d’arte, trasformate in turistifici mordi-e-fuggi, in cui va bene qualsiasi uso del suolo, basta che fa guadagnare: fast food, osterie, pub, b&b, hotel, parcheggi sotterranei, souvenir, tavolini dei bar che dilagano sui marciapiedi, tendoni e ombrelloni che oscurano i monumenti,….

sem misi mal pippo, e quello che è peggio è che, come dici tu, non ne parla nessuno. non ne vogliono parlare. è meglio stare zitti. nel frattempo gli affari vanno avanti. sei uno dei pochi del tuo partito che solleva questo problema. questo ti fa onore, ma dalle parole bisogna passare ai fatti.

qui da noi il comune (in mano la centrosinistra) ieri ha votato la cessione di alcuni terreni di sua proprietà ai privati. dicono che così si riescono a finanziare le opere pubbliche. continuano a privatizzare del territorio.

l’ex sindaco (margherita) verrà processato perchè ha permesso lo scambio di un’area in riva all’adda (privata e a forte rischio di esondazione) con un’area pregiatissima (pubblica) in un quartiere residenziale. adesso ci hanno costruito l’ennesimo centro commerciale. la finanza dice che con quello scambio il comune ci ha rimesso circa 25 milioni di euro. il comune di lodi in questi anni è stato travolto da numerose inchieste che hanno colpito diversi funzionari dell’ufficio urbanistico e assessori. ne han fai de tùti i culuri.

mauro lodi