Mi ha detto Giorgio, un leghista che si è fermato, stamane, al banchetto in cui abbiamo ‘salvato’ un pezzo d’Italia, che siamo troppo poco autonomi e che, così facendo, ‘minoriamo’ la nostra proposta e il nostro profilo. Sono abbastanza d’accordo. Per il resto, i firmatari di oggi hanno tutti espresso la loro preoccupazione, che sintetizzerei così: «Di Pietro non ci piace, ma voi vi si vede poco, e sembrate stanchi stanchi». Sono abbastanza d’accordo anche con loro. La signora Speranza (giuro, anche Gozzano ci viene a dare un consiglio) ha detto che lei viene dal paese del leader dell’Italia dei Valori, che non le piace, che, però, insomma, noi dobbiamo essere più forti. E Costantino, che viene dal Sud, e ha tanta esperienza, dice: «State nei quartieri, costruite il partito, e rispondete punto su punto con proposte e soluzioni a quello che fa il governo». A me è venuto in mente un vecchio slogan di Zapatero, quand’era all’opposizione: «Respondemos con soluciones». Appunto. Rispondiamo con soluzioni. Semplice, no?
Dopo avere seguito le (alterne) vicende dell’oroscopo di Walter, è ora di dedicarsi a Barack Obama (che, come è ormai universalmente noto, è nato lo stesso giorno di Zapatero, il 4 agosto). Ora, l’indicazione che proviene da Rob per il mese di agosto è un po’ particolare: «Mi piacerebbe vederti camminare per strada con indosso un cappello piumato, degli stivali bianchi, dei pantaloni di cashmere leopardati, e magari dei guanti di velluto rosso e una maglietta con la scritta “Non mi fate paura”». A me paura non fate, sia chiaro. Sull’abbigliamento, invece, vorrei poterne discutere.
Qui le immagini (ne parla il primo cerchio).
Più passano i giorni, più mi convinco che questo sia il peggior governo della serie berlusconiana. Ogni giorno ce n’è una. La scena oggi la occupa Scajola, con una dichiarazione vergognosa. Scajola, già noto per «Biagi? Quel rompicoglioni» e per i «controlli alle fioriere» del G8 genovese, festeggia l’apertura della centrale a carbone (a carbone?!) di Civitavecchia, «dove tutto è controllato e dove tutto è sicuro», con un’imperdonabile en passant dedicato ai due caduti sul lavoro, deceduti proprio nei lavori di costruzione della centrale. Leggete qui. E non si scusa. Anzi. Spiega che il suo era un modo per ricordare le morti bianche. Già. E poi, «qualche vita umana», cosa volete che sia, in un Paese in cui «qualche vita umana» se ne va ogni giorno, sulle strade, nei cantieri, nelle fabbriche, solo per mantenere la propria famiglia? P.S.: questo signore dovrebbe gestire la nuova stagione nucleare annunciata da B. Anche in questo caso, si parlerà di «qualche vita umana»? Chiedere a Francia, Spagna e Slovenia per ulteriori informazioni.
B raddoppia la villa di Arcore. Con Fausto Perego, caro amico e già vicesindaco di Arcore, ne abbiamo parlato spesso nei giorni scorsi, e abbiamo fatto uscire, come si suol dire, la notizia sulla stampa nazionale. Oggi è La Stampa, a pagina 11 con richiamo in prima, a dedicare un servizio alla vicenda della procedura più celere che si sia mai vista in Italia per un progetto edilizio. In due giorni il Consiglio comunale di Arcore ha votato i 4500 metri cubi richiesti da Idra Immobiliare (un nome rassicurante) per raddoppiare la Villa berlusconiana. Tutto giusto. Provate voi a fare lo stesso, a triplicare la cubatura di un progetto presentato nel vostro Comune. Altro che lodo Alfano: ormai, in qualsiasi ambito, siamo un Paese di serie B. Non c’è neanche più bisogno di leggi ad personam.
Nel corso delle ore, crescono (a dismisura) gli esuberi di Alitalia. Ieri B aveva parlato di 5000 addetti, e Sacconi aveva detto – serafico come solo Sacconi, il turbosocialista del governo – che non ne sapeva nulla. Era proprio disinformato, perché oggi gli esuberi sono segnalati addirittura in 7000 unità. Ottimo. Pur di non darla ai francesi, e di consentire una soluzione all’amatriciana, intorno alla quale si erano radunati leghisti, banchieri, figli di, financo i sindacati, ecco che gli esuberi sono triplicati. E che l’operazione, molto vicina ad un fallimento, consentirà a qualcuno di fare un affare e al nostro povero Spaese di rimetterci qualche altro centinaio di milioni di euro. E Fini, che in Alitalia ha sempre avuto un bel bacino elettorale? Pretende che B vada in aula a riferire. Chissà che paura! E i sindacalisti? Possibile che nessuno risponda mai degli errori commessi?
Non ce n’è: è l’estate degli ex. Sarà per l’incertezza che si respira, per le difficoltà che si incontrano, per la situazione in cui versa il Paese (anzi, lo Spaese). Sta di fatto che in politica ci si continua a organizzare guardando alle radici (e contestualmente iniziando a scavare). Istruttivo in questo senso il dibattito interno del Pd, dove per qualificare questo ritorno al passato si usano i colori. Red, White, ecc.: quando la realtà supera la fantasia (sì, ciao). Ancor meglio sono riusciti a fare gli esponenti della sinistra più radicale: partiti dall’arcobaleno , con un’immagine tanto coraggiosa quanto sfortunata, i Nostri sono tornati agli antichi vizi. Tutti a festeggiare l’autonomia di profilo e l’indipendenza politica di microcorporazioni, come è successo a Diliberto e a Francescaro Scanio, o a rivendicare chissà quale specificità, come ha fatto Ferrero dopo aver vinto un congresso per otto (8!) voti. Tutti a guardarsi indietro. E nella vita personale, è uguale. «Che fai ad agosto?», «Non saprei, mi ha richiamato Elisabetta, erano mesi che non la sentivo…». «Mare o montagna?», «Per me c’è solo Carlo», «Ma non ti aveva piantato dopo averti trattato malissimo?», «Che ci vuoi fare? Io lo amo». «Sei libera?», «Sì, cioè, volevo dire no, perché non ho ancora risolto una storia che mi ha fatto soffrire, e non ci vediamo più però andiamo in vacanza insieme alle Eolie». E la chiamano extate. A partire da settembre, se ci riusciamo, proviamo a guardare avanti. Lo Spaese ne ha bisogno. E anche noi.
Non so che programmi abbiate per il weekend, ma consiglierei a tutti – vivamente – di passare in libreria, prima di fare qualsiasi altra cosa, e acquistare Prima, durante, dopo, Bompiani. Non c’è bisogno che vi dica altro, nemmeno il nome dell’autore. Ci sarà certamente occasione per riparlarne, ma per ora sappiate solo che dovete comprarlo, portarlo al mare, in montagna, in tenda, in barca, in bici o dove diavolo volete. Fatelo, però, altrimenti sarà peggio per voi.
Avviso ai naviganti. Ieri sera si è tenuta, presso l’"infuocata" sede del Pd di Cesano Maderno, la prima riunione dedicata alla Pedemontana, a cui hanno partecipato i democratici dei Comuni che si trovano lungo il tracciato della Milano-Meda (e della nuova infrastruttura). Altre riunioni seguiranno. Se qualcuno fosse interessato a partecipare a questi incontri, vi prego di segnalarmelo. L’obiettivo è quello di condividere proposte e preoccupazioni, per trovare una posizione del Pd che rappresenti tutta l’area interessata dal passaggio della nuova autostrada: una posizione comune, responsabile e "di governo". A settembre promuoveremo una giornata di studio e di dibattito, per affrontare compiutamente la questione, che nei prossimi anni diventerà sempre più decisiva per lo sviluppo del nostro territorio. Uno sviluppo che ci auguriamo sostenibile, grazie anche agli interventi di compensazione ambientale previsti dal progetto del Politecnico e al lavoro fin qui svolto dalla Provincia di Milano.