Prodi pride

Dopo averlo visito in un’incredibile tuta da sci con tanto di caschetto, mi sono definitivamente convinto: è il momento di lanciare il Prodi pride. E’ il momento di prendere le sue difese e di tributargli un piccolo encomio, un augurio di buon lavoro, uno stimolo ad andare avanti. Perché se lo merita e come dice l’unico Mastella citabile della stagione, sarebbe «una follia mandare a casa Prodi, sarebbe come licenziare Marchionne dopo il risanamento della Fiat». Caro Romano, siamo con te, per affrontare, innanzitutto, la questione dei salari e per regalare agli italiani un 2008 migliore di quanto non siano stati gli anni precedenti. E’ il Prodi Pride: l’orgoglio di Prodi. E anche il nostro. Tuta da sci e caschetto nonostante.

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Commenti

  • civati  Il 2 gennaio 2008 alle 11:18

    Mi sa che nel 2008 introdurrò la regola che i commenti siano obbligatoriamente firmati. Sono buoni tutti a provocare un dibattito senza pagare ‘dazio’. Ci penserò. Intanto, come scrive Andrea, forza Romano, forza…

  • utente anonimo  Il 2 gennaio 2008 alle 10:55

    A me interessava chiedere all’anonimo commentatore, quali strategie ha utilizzato l’exPremier per sistemare i conti pubblici, visto che:

    -i condoni hanno portato maggiore irregolarità e l’idea che “se evadi tanto condonano poi” (Grazie a Prodi e alla sua vera lotta all’evasione dei bei miliarducci li ha recuperati)

    -la finanza creativa di Tremonti è stata un falimento

    -le cartolarizzazioni hanno portato alla svendita del patrimonio Pubblico

    - l’avanzo primario dello Stato ha toccato lo 0,2% (per un’inutile diminuzione delle tase)quando dovrebbe stare al 5% per dare maggiore stabilità all’economia.

    Dove il Silvio ha portato benessere per i conti pubblici? Dei dati di Prodi ci sono e anche molto confortanti… Se Prodi volesse farsi amare dagli italiani, cosa credi che non saprebbe come fare? Basterebbe diminuire subito le tasse e fare la “politica del demagogo” ma a che prezzo tutto ciò?

    Forza Romano Forza…

    Andrea

  • utente anonimo  Il 2 gennaio 2008 alle 00:53

    Il welfare ha il compito di contenere (non: AZZERARE) il rischio di iniquità derivato da una politica economica liberale.

    Se il Governo Prodi ha intezione di applicare un modello che si basa sulla competitività e sul liberismo, saprà anche che all’aumentare della forbice tra i redditi, dovrà applicare ammortizzatori sociali. Facile no? NO, per niente. Perchè contemporaneamente c’è un lungo e difficile processo di risanamento che sta alla base di tutto, cioè alla base della base. E allora se invece di correre si cammina non diamoci per vinti. Tra i 100 metri e la maratona, io scelgo la seconda. Fatelo anche voi.

    MarcoG

  • utente anonimo  Il 1 gennaio 2008 alle 21:18

    Romano Prodi ha dimostrato di essere un grande statista, finora questo appellativo veniva concesso a personaggi del calibro di Andreotti ( sic! ), quindi possiamo dire che forse abbiamo fatto un passo avanti.

    Per quanto riguarda la “ri-distribuzione del reddito”, sono convinto che certi cattolici siano più magnanimi di molti marxisti a dichiarato materialismo scientifico, quindi il nostro prode non si sottrarrà all’atto di giustizia sociale, anche perchè sarà funzionale alla ripresa economica del paese.

    Rispetto alle critiche banali e a volte scurrili che circolano nei bar o nei post di internet, penso che siano un sottoprodotto del “pappagallismo” da Corriere della sera: cioè una massa di babbi ripete come pappagalli “l’opinione pubblica” creata da un’organo mediatico con precisi interessi in campo politico ed economico, senza rendersi conto che non si tratta della propria opinione, bensì di parole imboccate.

    Per uscire da queto imbabolamento, non quasterebbe una soluzione autoritaria, tipo quella menzionata da un post precedente: sospendere le trasmissioni televisive, chiudere le edicole e istituire tutte le settimane una “Monza Resegone”, tipo quella classica competitiva, con salita a capanna Monza, su da Erve.

    PinoT

  • utente anonimo  Il 1 gennaio 2008 alle 17:34

    tutti i partiti promettono di risollevare i contii pubblici. La differenza sta non solo nel fatto che lo sappiano o mneo fare, ma nel come lo fanno.

    Se per risollevare i conti pubblici si intaccano sempre gli stessi conti privati – come sta avvenendo tuttora – che c’è di diverso?

    Sarà contento Montezemolo, ma i pensionati e gli operai no.

    Del resto, se far politica significasse solo far quadrare i conti dello stato, una buona dittatura o un governo forte e indifferente alle differenze sociali ed economiche potrebbe esser più utile. Guarda come quadrano bene i conti in Cina utilizzando un mix “sapiente” di comunismo e mercato, in barba a tutte le teorie economiche.

    Resta sempre un problema, dietro i conti risanati: sono mutati i rapporti di potere? Sono diminuite significativamente le disuguaglianze? In Italia ma pare proprio di no. E allora che facciamo: chiamiamo i cinesi?

  • utente anonimo  Il 1 gennaio 2008 alle 14:38

    Intanto ha risollevato i conti pubblici in 2 anni scarsi di governo… unico rammarico è la scarsa maggioranza al Senato…se no il PAESE avrebbe corso non camminato!!!!

    Andrea

    ps…Forza Prodi, pedaliamo con te…

  • utente anonimo  Il 31 dicembre 2007 alle 22:19

    Sì, è proprio vero. Col caschetto in capo Prodi somiglia perfettamente a ciò che sempre più italiani pensano egli sia

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