Il sogno di una cosa

Si è molto parlato di sogni e di sognatori, pensando al nuovo partito che stiamo costruendo. Sogni e sognatori che guardino in alto e lontano, che parlino di sfide non banali, che non si brucino in un istante e che guardino a una società più giusta e più bella. I pensieri lunghi di Berlinguer, vengono in mente. E viene in mente anche quel giovane Marx – che ormai non cita quasi più nessuno – che una volta parlò del «sogno di una cosa», della necessità di essere sognatori, “ma anche” consapevoli dei processi in atto e concreti negli obiettivi e nelle priorità d’azione. E Marx aggiungeva: «Apparirà chiaro come non si tratti di tracciare un trattino fra passato e futuro, bensì di realizzare i pensieri del passato». Non un nuovismo adolescenziale, dunque, ma la volontà di dare compiutezza alle nostre sfide di sempre. Per questo ci vuole un partito che abbia un progetto, che faccia iniziativa, che dialoghi con la società. Questo serve, soprattutto al Nord, e a quella sorta di Nord del Nord che è la Brianza.

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