Un fatto storico e un dubbio perenne

Ieri sera, anzi notte (per la precisione alle 3 a.m.) il Consiglio comunale di Monza ha votato all’unanimità il Piano di governo del territorio, in tutto simile alla proposta di piano adottata nel corso di un’altra seduta notturna, all’inizio di marzo, quando sindaco era Michele Faglia e assessore era Alfredo Viganò. Alle osservazioni impegnative (per non dire scabrose) sulla Cascinazza e sulle altre aree più importanti si è risposto negativamente, riservandosi di affrontare questi lotti in sede successiva, come eventuali varianti al piano. Ora, è il caso di dire che quello celebrato qualche ora fa è un fatto storico per la città: il piano regolatore precedente è del 1971 e per anni Monza è stata inseguita dalla maledizione di non avere uno strumento urbanistico aggiornato. Il merito di questo risultato è da ascrivere alla giunta Faglia, che ha dovuto subire un anno intero di ostruzionismo (ricorderete tutti i 20.000 emendamenti presentati dagli attuali assessori della giunta Mariani, allora inferociti oppositori) e ha dovuto fronteggiare le conseguenze delle leggi regionali fatte apposta, in ben due occasioni, per rallentare i lavori. La terza legge regionale, quella d’inizio ottobre, e quel sospendere il giudizio su Cascinazza (e non solo) ci fanno pensare però che la ‘battaglia’ sia tutt’altro che finita e che la difesa del territorio sarà un punto decisivo della politica monzese anche per i prossimi anni. Il fatto è storico, dunque, ma il dubbio è destinato a restare perenne.