Così discesi del cerchio primaio

Prima di mettervi a lavorare, prima di fare qualsiasi altra cosa, leggetevi (se potete ad alta voce) il V canto dell’Inferno di Dante illustrato e interpretato ieri sera da Benigni. Fate come coloro «che la ragion sommettono al talento», e notate tra le altre la presenza spesso trascurata del «grande Achille, che con amore al fine combatteo». Fa bene.

“Senza di te tornavo, come ebbro,

non più capace d’esser solo, a sera

quando le stanche nuvole dileguano

nel buio incerto.

Mille volte son stato così solo

dacché son vivo, e mille uguali sere

m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti

le campagne, le nuvole.

Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio

della fatale sera. Ed ora, ebbro,

torno senza di te, e al mio fianco

c’è solo l’ombra.

E mi sarai lontano mille volte,

e poi, per sempre. Io non so frenare

quest’angoscia che monta dentro al seno;

essere solo.”

(Pier Paolo Pasolini)

mo