Così discesi del cerchio primaio

Prima di mettervi a lavorare, prima di fare qualsiasi altra cosa, leggetevi (se potete ad alta voce) il V canto dell’Inferno di Dante illustrato e interpretato ieri sera da Benigni. Fate come coloro «che la ragion sommettono al talento», e notate tra le altre la presenza spesso trascurata del «grande Achille, che con amore al fine combatteo». Fa bene.

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Commenti

  • civati  Il 30 novembre 2007 alle 12:45

    Beh, grazie, cara Monica. Pasolini è tra i miei preferiti.

  • utente anonimo  Il 30 novembre 2007 alle 01:43

    “Senza di te tornavo, come ebbro,

    non più capace d’esser solo, a sera

    quando le stanche nuvole dileguano

    nel buio incerto.

    Mille volte son stato così solo

    dacché son vivo, e mille uguali sere

    m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti

    le campagne, le nuvole.

    Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio

    della fatale sera. Ed ora, ebbro,

    torno senza di te, e al mio fianco

    c’è solo l’ombra.

    E mi sarai lontano mille volte,

    e poi, per sempre. Io non so frenare

    quest’angoscia che monta dentro al seno;

    essere solo.”

    (Pier Paolo Pasolini)

    mo

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