Archivio mensile Archivio: ottobre 2007

Le pochissime parole di un Civati

Da dove veniamo? Ce lo chiediamo spesso. Dal punto di vista personale e politico, intendo dire. C’è un sito che risponde alla nostra domanda. E’ il sito dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia. Lo trovate a questo indirizzo. C’è Enrico Arosio, a cui i monzesi sono così affezionati, e la sua lettera da Fossoli. Ci sono tante parole, le ultime, di persone che hanno combattuto per la libertà. C’è invero anche un Civati, inopinatamente attribuito alla parte sbagliata: il ricordo riguarda anche lui e le sue ultime (“pochissime”) parole di commiato. Le trovate qui.

Settimana democratica

Preparatevi fin d’ora: la prossima settimana, a Monza, sarà una settimana democratica. Martedì 6, alle ore 21, con Vincenzo Galasso e Maurizio Martina, neosegretario del Pd lombardo, presenteremo il libro Contro i giovani, scritto per Mondadori dallo stesso Galasso e da Tito Boeri (l’invito). Mercoledì 7 si svolgerà la riunione dei direttivi di Ds, Margherita e Cittadini per l’Ulivo, nonché dei rappresentanti istituzionali dell’Ulivo e dei costituenti nazionali e regionali. Giovedì 8 partirà il processo di costituzione del Pd “dal basso”, come in tanti ci chiedono, presso la sezione Ferrari di San Fruttuoso. Come ha detto Veltroni sabato scorso, non ascoltate le sirene: nel Pd dobbiamo essere tutti noi i protagonisti. Nessuno escluso. Vi aspettiamo.

Brianza pride/2

Monza e la Brianza avranno un rappresentante nel Cda di Asam ridimensionato e ridotto. Si parla per Monza della vicepresidenza della holding che gestisce le autostrade per conto della Provincia di Milano (e non solo). E’ un segnale importante per la promozione del nostro territorio. Un segnale da salutare con favore e soddisfazione, nell’ambito di quella campagna dell’orgoglio brianzolo che dobbiamo lanciare se vogliamo che la Brianza sia rappresentata e valga per quello che vale.

Seveso: il rischio dell’interramento dell’interramento

A Seveso c’è un grande dibattito intorno alla questione dell’interramento del tratto cittadino delle Ferrovie Nord. Un tema che ho seguito con interesse e con passione, bloccato dall’inerzia della Regione che si è decisa soltanto negli ultimi giorni perché fosse finanziato lo studio di fattibilità, il primo vero passo per valutare se l’opera è realizzabile e sostenibile dal punto di vista economico. Grande scalpore ha destato un emendamento presentato al collegato alla finanziaria da un senatore della Lega, che l’Ulivo ha dovuto bocciare, proprio perché non si può finanziare un’opera che ancora, a tutti gli effetti, non esiste. Oggi i parlamentari dell’Ulivo e dell’Unione sono intervenuti con un comunicato, precisando che non si tratta di un voto politico contro l’interramento, ma di un’inevitabile presa di posizione tecnica. La verità è che soltanto con uno studio di fattibilità e un progetto preliminare può iniziare quell’iter che i parlamentari del centrosinistra si sono detti pronti a sostenere. L’emendamento leghista è una inutile forzatura, che sa molto di demagogia e che non ha alcun elemento di concretezza. Si vigili piuttosto sulla redazione di questo benedetto studio di fattibilità e si avvii quella procedura che è prevista, oltre che dal buon senso, anche dalle norme. Su questo, come ho spesso ripetuto, c’è tutta la nostra attenzione e la disponibilità totale a collaborare anche con le forze del centrodestra che volessero sposare la causa di un’opera che può migliorare radicalmente la qualità della vita dei cittadini di Seveso. Le strumentalizzazioni e le polemiche di partito rischiano solo di portare all’interramento dell’interramento. E sarebbe davvero un peccato.

Referendum elettorale: la farsa lombarda

Oggi in Consiglio regionale si votava la proposta di sostegno da parte della Regione Lombardia, come previsto dalla Costituzione, ai quesiti referendari per il cambiamento del sistema elettorale. Un tema posto all’ordine del giorno all’inizio di luglio grazie al lavoro dei consiglieri Ferretto e Zamponi e mio personale. Nel frattempo, è stato raggiunto e superato largamente l’obiettivo delle 500.000 firme e i tre quesiti referendari sono già passati all’esame della Corte di Cassazione. Tra le migliaia di firmatari c’è anche il presidente Formigoni, il quale, con i soliti toni dimessi, aveva dato un’adesione clamorosa alla causa, con tanto di interviste a tutta pagina. Ora, ci si aspettava che una parte significativa della sua maggioranza votasse a favore della nostra iniziativa. Invece è successo che Forza Italia ha votato contro in commissione e che oggi, in aula, anche An si è astenuta. Proprio così: uno dei partiti promotori della campagna referendaria si astiene dal sostenerla e il partito del presidente firmatario addirittura vota contro. Alla faccia della coerenza e della linearità dei comportamenti. Così è, se vi pare, la Lombardia di Formigoni. La regione dove il principio di non contraddizione è temporaneamente sospeso. Fino a nuove elezioni.

Brianza pride

E’ l’espressione che ho adottato oggi in aula per richiamare maggiore attenzione da parte delle istituzioni superiori nei confronti del nostro territorio. L’occasione era la costituzione dell’Aler brianzola, votata dal Consiglio regionale, uno dei pochi momenti in cui la Regione si è occupata concretamente della nuova Provincia. Per il resto, i segnali non sono molto incoraggianti, nonostante l’ottimo lavoro svolto da Gigi Ponti alla ricerca di soluzioni vantaggiose per Monza e per la Brianza: in occasione dell’inaugurazione della Fiera di Monza, Moretti – uomo non certo vicino al centrosinistra (essendo anche presidente del Mida e sostenitore di Mariani) – ha attaccato duramente la Regione, accusandola di trascurare il progetto della nuova Fiera monzese; i dati sulle infrastrutture ci dicono che sono pochi e timidi i passi verso la Brianza del sistema delle metropolitane e soprattutto del treno (le stesse scelte del Tavolo Milano continuano a privilegiare il capoluogo); le infrastrutture viarie devono essere meglio precisate, per evitare la distruzione di alcune significative porzioni del nostro territorio: pensiamo a Caponago, un piccolo paese che grazie alla costruzione della tangenziale est-esterna rischia di diventare un autogrill. Ci vuole coesione e orgoglio: un Brianza pride.

Inzago, capoluogo del rifiuto

Comunicato stampa. È negativo il giudizio dell’Ulivo sull’autorizzazione concessa dalla Regione per l’apertura della terza discarica nel territorio di Inzago, comune in provincia di Milano. “Inzago deve ringraziare la Regione per i ritardi e le inadempienze che ha dimostrato in questi anni – dichiara Giuseppe Civati, consigliere regionale dell’Ulivo -. Siamo solidali con la Provincia di Milano e con le comunità locali: la Martesana si conferma capoluogo del rifiuto in una regione che non riesce a programmare le scelte in campo ambientale, accanendosi con alcuni territori con la precisione del cecchino”. “Siamo di fronte a una ostinata coerenza, la Provincia nel dire no, la Regione nel dire sì – rincara la consigliera Maria Grazia Fabrizio -. L’intero territorio della Martesana, avendo dato tanto in termini di impianti di smaltimento, ha il sacrosanto diritto di ritenere chiusa per sempre ogni ipotesi di collocazione di discariche. Credo che la Giunta debba farsene una ragione e convincersi che gli interessi della comunità e dell’ambiente sono al di sopra degli interessi economici che, come si sa, rappresentano solo una parte degli interessi collettivi”.

Le primarie della Sanità

Anche in questo caso, non si tratta di dottoresse. Le primarie non hanno niente a che vedere con i primari. O quasi: in realtà si tratta di una consultazione per la scelta dei direttori generali di Asl e aziende ospedaliere. Formigoni ha pubblicato su web l’elenco dei candidati sul sito www.sanita.regione.lombardia.it. Sono 520, di cui 47 verranno nominati. Formigoni – all’insegna di una operazione trasparenza di nessun significato concreto – invita i cittadini lombardi a scrivergli personalmente (la casella è roberto_formigoni@regione.lombardia.it) per indicargli i buoni e i cattivi. La privacy sarà rispettata: nessuno conoscerà il contenuto delle email e Formigoni non le farà vedere nemmeno all’assessore alla Sanità. Con buona pace della chiarezza e della trasparenza: Formigoni valuterà nel chiuso della sua stanzetta, in camera caritatis, i consigli dei lombardi. L’operazione trasparenza, insomma, si ferma al confessionale del Grande fratello, in un concorso che ha un unico precedente: il "giudizio universale" di Cuore (ve lo ricordate?). Per il resto, tanta demagogia, per nascondere quello che succederà realmente: che Formigoni sceglierà, proprio nel chiuso della sua stanzetta, chi farà il dirigente della sanità lombarda. Come ha sempre fatto.

Senza tetto

Un tetto per gli zingari: il titolo è equivoco, ma la consigliera Ferretto con il suo progetto di legge non intende offrire una casa ai rom. Anzi. Vuole cambiare la legge regionale che vige ormai da vent’anni per dare una ‘regolata’ agli zingari. Ci sono cose giuste, nella sua proposta, come l’idea di sollecitare i rom alla scolarizzazione dei loro bambini oppure l’idea di realizzare campi nomadi più piccoli (idea ragionevole, per altro già nota, che fa però inorridire la Lega). Altre proposte sono profondamente sbagliate: la più clamorosa è la prescrizione di 1 zingaro per 1000 abitanti (uno su mille ce la fa…). Un ‘tetto’ – ecco la ragione del titolo – che è praticamente inapplicabile e probabilmente, come rilevato con ironia oggi dal Riformista, da concepire alla stregua del protocollo di Kyoto: chi ne ha di più, ne cede ad altri. Come? Non si sa. Ma alla consigliera Ferretto non interessa. Stabilita la quota, l’intendenza seguirà. Resta da capire come si possa pensare che questa sia una norma corretta dal punto di vista costituzionale e come si possa integrare con la normativa nazionale in materia. Senza tetto, né legge, insomma, come sempre, in Regione Lombardia.

Pittori di battaglie a rapporto

Qualche tempo fa ho lanciato la proposta di un esperimento di lettura collettiva. Il libro scelto è Il pittore di battaglie di Arturo Pérez-Reverte. Molti hanno risposto all’appello e mi appresto ad organizzare il momento conclusivo. A che punto siete? L’avete letto? Vi è piaciuto? Pittori di battaglie, a rapporto!