Il 25 aprile non è una ricorrenza

Prendo spunto da un dibattito lanciato da Alberto Biraghi, per una proposta che spero possa aprire a sua volta una riflessione. Sono da sempre molto affezionato allo slogan «il 25 aprile, non è una ricorrenza. Ora e sempre, Resistenza». Anche alla luce di questo spirito, vivo con qualche stanchezza il corteo del 25 aprile, sempre uguale a se stesso (e sarebbe un bene) ma diversamente strumentalizzato ad ogni edizione (ed è davvero stucchevole). Parlandone con i manifestanti di ieri, mi sono chiesto se forse non è il caso di adottare una formula come quella romana del 1° maggio. 25 aprile a Milano, 1° maggio a Roma. Con l’arte e lo spettacolo e, soprattutto, la memoria, al posto di questa triste attualità da gossip provinciale. Provincialissimo. Parliamone e, se qualcuno sarà anche d’accordo, pensiamo alla possibilità che il 25 aprile milanese diventi qualcosa di ancor più importante e più bello.

…magari lo fosse…ogni hanno per me è un brivido il 25 aprile, è un insieme di ricordi e di storie raccontate dai miei nonni, anche se ora non ci sono più…ma io ogni anno sono lì, in manifestazione, anche per loro…e mi sentono, e si emozionano con me…se la festa fosse ancora più grande loro ce ne sarebbero ancora più grati…

cristina ds desio

Ottima idea, Pippo. Sarebbe bello pensare un 25 aprile davvero di festa, magari anche qui con arte, musica – un bel concertone: per questo io e i miei amici che organizzano concerti ci possiamo mettere a disposizione (parlo per loro, ma conoscendoli ci si butterebbero) – e momenti di memoria vera, non quel vuoto e triste rituale a cui si sta riducendo l’abituale corteo. Ieri ero a Milano per altro, sono passato da piazza Duomo e mi è parsa un po’ pochina la gente presente, segno che forse è davvero ora di pensare un 25 aprile diverso. Io, per conto mio, sono pronto a darmi da fare e a sostenerti in questa idea.

Fabio