Archivio mensile Archivio: ottobre 2005

Diritto allo studio padano

In una seduta di Consiglio regionale surreale, con un’aria rarefatta e impalpabile, in cui il Presidente si è presentato facendo la lista della spesa sulla sanità senza discutere le ragioni (profonde) della crisi che ha riportato Cè là dov’era, la maggioranza è riuscita a ritagliarsi un momento di volgarità, approvando un ordine del giorno all’assestamento nel quale si chiedono interventi per il diritto allo studio per chi risiede da più di cinque anni in Lombardia. Una risposta ‘alta’, non c’è che dire, per la competitività del nostro sistema universitario e per la sua capacità di attrarre intelligenze e competenze non da Harvard o Parigi, ma nemmeno da Verona o Piacenza. Gli studenti lombardi sono aiutati in quanto lombardi da generazioni. Un lombardo acquisito solo da un anno è ancora un lombardo in quarantena, da valutare con attenzione. La demagogia della proposta è direttamente proporzionale alla sua assurdità. Rimane un dubbio: forse la Cdl ci vuole dire che i lombardi (inteso in senso padano) hanno bisogno di più aiuti per studiare. Forse perché scontano qualche ritardo ancestrale bene rappresentato dai banchi della Lega.

TVB o BC?

Come l’anno scorso, rispunta l’idea di tassare gli sms. Dopo aver cartolarizzato anche la nonna, come dice Bersani, l’ipotesi della tassa sui messaggini è l’ennesima boutade di una maggioranza allo sbando. Anche perché – facendo finta per un attimo soltanto che la proposta sia seria – un’analisi vera andrebbe condotta piuttosto rispetto al costo delle telefonate dai telefoni mobili, che in Italia hanno ormai raggiunto livelli esorbitanti. Con Tremonti che sembra sempre di più Guzzanti, c’è ben poco da sperare. La novità è che d’ora in poi gli innamorati non si manderanno più acronimi tipo TVB. Opteranno su un politico BC. Basta così.

Una legge fatta apposta per Monza

Come sempre precisa e puntuale la puntata di Report, questa sera dedicata, tra l’altro, anche a Monza. Si parlava di esondazioni e di frane e degli strani criteri adottati dal mondo politico italiano e in particolare da questo Governo per stabilire emergenze e priorità. A Monza nel 2001 era stata definita sull’area della Cascinazza un’area di esondazione molto ampia, che si estendeva per quasi tutta l’area di proprietà di Paolo Berlusconi. Nel 2002 l’alluvione di novembre aveva in qualche modo confermato questa indicazione, contenuta nel PAI (Piano di assetto idrogeologico). L’autorità di bacino aveva però rivisto la delimitazione e il presidente del Consiglio, fratello del proprietario dell’area, aveva sancito tutto per decreto. Per cui l’area era tornata edificabile. In più, racconta Report, nel 2005 è intervenuta una legge regionale, la n. 12, che prevedeva un comma (precisamente il comma 2 dell’articolo 25) che riguardava – in tutta la Lombardia – soltanto Monza e Campione d’Italia e che impediva nei fatti la possibilità, per la nostra città, di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico o di varianti studiate proprio per evitare problemi come quelli che riguardavano (e riguardano) la Cascinazza. Abbiamo denunciato in campagna elettorale che si trattava di un comma pensato esplicitamente per Monza. Ora scopriamo che l’assessore Boni (Lega), successore di Moneta (Forza Italia) come assessore all’Urbanistica della Regione, è d’accordo con noi e fa capire che l’articolo della legge era pensato appositamente per Monza. Milena Gabanelli lo dice con maggiore chiarezza, commentando l’espressione del politico leghista. A noi questo sembra un altro caso Cè: la segnalazione di un fatto gravissimo nei confronti di una città e la denuncia di una decisione politica ad opera di un collega dello stesso Boni, dal momento che Moneta assessore è ancora (ai Trasporti). Se è vero quello che pensiamo noi e che fa capire Boni, com’è possibile che questa Giunta regionale vada avanti? E’ pensabile che in Italia una Regione penalizzi un Comune sulla base di una valutazione politica (per usare un eufemismo)? Tutte domande a cui nessuno risponderà, com’è successo con il caso Cè. La Lega vede cose terribili, lo dice, ma non ne trae le conseguenze. Un bel modo di fare, non c’è che dire. Noi continuiamo a credere di meritarci un ceto politico diverso e migliore.

Viva Zapatero!

Reduce dalla visione di Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti (bella e insieme inquietante testimonianza di un’epoca triste e volgare, come già il documentario Citizen Berlusconi), leggo le anticipazioni dell’ennesimo libro di Vespa nel quale Berlusconi afferma, parlando di Celentano: «Quello di giovedì 20 ottobre è soltanto l’ultimo episodio di un sistema della comunicazione, televisione ma anche stampa, che dal 2001 ha sistematicamente attaccato l’operato del governo e il presidente del Consiglio». Il premier smentisce anche Bondi, suo fedele caudatario, che aveva sottolineato la bellezza di un Paese in cui ciascuno può dire quello che vuole. Berlusconi – che evidentemente oltre a Voltaire non ha letto nemmeno Bondi (sigh) – torna a un registro a lui molto congeniale: quello delle liste di proscrizione. A Sofia aveva fatto fuori Biagi, Luttazzi e Travaglio. Poi c’erano stati i casi di una trasmissione di Fazio sulla Sette mai andata in onda, dello show à la Molière di Paolo Rossi e la censura di Raiot della stessa Guzzanti. Ora tocca a Celentano, il nuovo sovversivo della televisione italiana. Il prossimo passo sarà la polemica con Licia Colò. Secondo una nota statistica, “alle falde del Kilimangiaro” ci sarebbe più libertà di espressione che in Italia. E questo è inaccettabile.

Monza, Olanda

Il Festival delle Città possibili si è concluso stamane come un ciclo-tour che ci ha portato in Olanda. Proprio così. Da una parte, la responsabilità è del clima, con un grigio perfettamente uniforme in ogni direzione e una fastidiosa pioggerellina che ha accompagnato i ‘touristi’. Dall’altra, l’incredibile numero di piste ciclabili che abbiamo percorso, che finalmente consentono a Monza di raggiungere gli standard dei paesi più avanzati. La grande via ciclabile lungo il Villoresi che – completato il ponte sul Lambro – attraverserà tutta la città da est a ovest. Mancano gli ultimi lavori e saremo pronti. La pista lungo la ferrovia tra le vie Bergamo e Grassi, già realizzata lungo il tracciato dello storico tram “Gamba de Legn”. La pista lungo via Buonarroti. Il parcheggio-stazione delle biciclette all’interno dell’area della stazione verso piazza Castello (il secondo accesso sarà pronto per la fine dell’anno). Insomma, come avevamo detto in campagna elettorale, le piste ciclabili alla fine del mandato di Faglia saranno raddoppiate. Non resta che percorrerle. Fino alla vittoria del 2007.

Applausi per Corsini

Lo strepitoso intervento del sindaco di Brescia, Paolo Corsini, ha dato stimoli alla platea delle Città possibili come è capitato raramente. Domattina il Festival si concluderà con il tour in bicicletta che attraverserà la “città delle piazze” e le realizzazioni della Giunta Faglia. L’appuntamento è alle 10.30 in piazza Roma, all’Arengario. Alla fine avremo ascoltato e discusso soluzioni amministrative all’avanguardia che possono migliorare la nostra proposta politica e, speriamo, anche la nostra città.

Da Modena a Brescia, sulla strada della grande cultura

Il Festival delle Città possibili prosegue oggi all’Urban center di Monza. Ieri sera il sindaco di Modena ci ha deliziato con il suo racconto sul Festival della filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Oggi pomeriggio, alle 15.00, avremo il piacere di ascoltare Paolo Corsini, sindaco di Brescia, che ci illustrerà i progetti della sua città in campo culturale, tra grandi eventi e impegno quotidiano. Subito dopo, parleremo – con gli assessori Erba e Pollastri – della possibilità che anche a Monza, sulla scorta della bella esperienza del bicentenario del Parco, si tenga un festival dell’ambiente e della cultura ambientale, promosso dall’amministrazione comunale. Siete tutti invitati.

Domenica, ore 21, Report (RAI3) su Monza

La trasmissione di Report di domenica sera, alle ore 21.00, sarà dedicata a Monza e all’affaire Cascinazza. Si parlerà del PAI e della curiosa riduzione dell’area di esondazione del Lambro proprio là dove Paolo Berlusconi è proprietario e della Legge regionale 12/05, quella che abbiamo chiamato frega-Monza, perché colpisce il nostro assetto urbanistico. Un’occasione di approfondimento importante e di straordinaria visibilità per una questione che abbiamo a cuore da tanti anni. Tutti su Rai3 domenica sera!

Città possibili: stasera Mantova e Modena

E’ partito ieri il Festival delle Città possibili #2, con l’intervento di Michele Faglia dedicato alla rete di Comuni e servizi della Brianza e con la relazione del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, sulla sua proposta di una città metropolitana e sugli assetti futuri dell’area milanese. Oggi pomeriggio si riprende, con una tavola rotonda sui sistemi culturali territoriali, alle 18.00, e alle 21.00, con l’incontro dedicato alle Città dei Festival, con l’intervento dei sindaci di Mantova e Modena. Un appuntamento da non mancare.

Basta con "Basta con gli allarmismi"

E’ il nuovo slogan della Regione: "Basta con gli allarmismi". Ce l’hanno detto ieri sullo smog, minimizzando il fatto che la Lombardia sia cronicamente sopra i livelli massimi indicati dalla UE. Ce lo ripetono oggi con l’aviaria. E lo fa l’autorevole coppia Cè-Formigoni, che ritrova uno spirito unitario per spiegare che l’aviaria non è certo un problema. E che insomma bisogna arginare una psicosi che non ha ragione di esistere. Andateglielo a dire ai thailandesi. Lì, oltre all’aviaria, hanno un premier magnate e padrone di televisioni, che si atteggia da monarca. Forse ha ragione la strana coppia: difficile che il contagio arrivi fino a noi…