Cose strane

Ieri sera Consiglio comunale a Monza. Complimenti e congratulazioni da tutte le forze politiche. Forze politiche che ringrazio. E ringrazio anche un consigliere di Forza Italia che si è lamentato del fatto che i manifesti abusivi, in campagna elettorale, li abbiamo messi noi. Giuro. Sostiene il consigliere che noi ne avevamo troppi, affissi sulla sede del partito di Monza. Ora, quella era anche la sede del nostro comitato elettorale. Che era uno (1) solo (non le decine, e in alcuni casi centinaia, dei consiglieri del suo partito: in un Comune della Brianza c’era addirittura un palazzo dedicato interamente ad un candidato, piani su piani di manifesti, che facevano una scena tipo Gotham City). A volte mi arrabbio, altre volte – di fronte a tali esternazioni – penso che non si rendano conto di quello che combinano. Cioè, passano un mese a coprire tutti gli spazi che trovano, anche quelli dei propri colleghi di coalizione, anche (soprattutto) quelli dei propri amici di partito, e poi si lamentano con gli unici che affiggevano i manifesti negli spazi consentiti. Cose strane. Che ce la dicono lunga di una cultura politica che, talvolta, impressiona sul serio. Non vedo l’ora di vedere i verbali del Comune sulle affissioni abusive di questa campagna elettorale. Ovviamente, nessuno pagherà le sanzioni previste. Oltretutto è stato tutto depenalizzato, nell’ambito dell’epocale azione di depenalization del Governo attuale. Ma a questo punto la curiosità di capire chi è il recordman dell’abusivismo è forte. Faccio una scommessa: i candidati dell’Unione saranno agli ultimi posti, di questa speciale classifica. E, allora, ne riparleremo.

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